Nel ricordo di Ivan Francescato

Pubblicato il autore: Armando Cortese Segui

ivan francescato

Il cuore di Ivan Francescato si ferma in una notte d’inverno di sedici anni fa (19 gennaio 1999), all’improvviso, dopo una serata tranquilla trascorsa con la fidanzata ed alcuni amici cari. Il destino é beffardo, lo placca in corsa, forse il placcaggio é irregolare, ma l’arbitro non fischia e nel rugby, si sa, le decisioni del direttore di gara si accettano senza protestare…ma questa volta é dura non dire nulla, rimanere in silenzo, perché é ingiusto, troppo.
Nato in una famiglia di tradizione ovale e cresciuto nella periferia rurale di Treviso, Ivan Francescato colleziona più di 200 gare in serie A (dall’esordio con il Tarvisium nel settembre del 1986 ai 4 scudetti biancoverdi con il Benetton), veste 38 volte la maglia azzurra ed impreziosisce i suoi caps con ben 16 mete. Forza fisica per difendere senza paura né vergogna, grande agilità per accelerare con un cambio di passo inatteso e poi quella finta, sintesi perfetta di tecnica ed imprevedibilità. Un punto di riferimento insostituibile per i compagni di squadra, un leader semplice e vincente, istintivo nelle scelte ma dal talento cristallino, capace di leggere l’incontro, di scegliere, costruire, sorprendere. Il trascinatore di un’Italia dilettante che ottiene nella finale di Coppa Europa (marzo 1997) la storica vittoria di Grenoble: Ivan inventa una meta indimenticabile dopo soli 5 minuti, la Francia é sconfitta, di lì a qualche anno (2000) il Cinque Nazioni diverrà Sei. Oggi, anche grazie ad Ivan Francescato, l’Italia della palla ovale è un po’ più matura, si emoziona e gioisce per una Nazionale finalmente competitiva e rispettata da quei popoli che del rugby fanno da secoli una religiosa tradizione. E se é vero che i rugbisti non muoiono mai, al massimo passano la palla, manteniamo vivo il ricordo di Ivan, teniamo in gioco il pallone che ci ha consegnato e poi via…di corsa in mezzo ai pali!

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