Rugby World Cup, Sudafrica vent’anni dopo la prima volta….

Pubblicato il autore: Gioacchino Moncado Segui

 

Nelson-Mandela-e-il-rugbyDue Coppe del Mondo conquistate da quando la fine del regime razziale ha permesso al Sudafrica di poter disputare incontri internazionali non testimonia a pieno la grandezza e la forza di una squadra che, probabilmente, “ problemi” sociali a parte avrebbe vinto di più rispetto a quanto recita l’attuale palmares. Gli Sprinboks rappresentano la formazione tra le più accreditate per contendere ai prossimi mondiali lo scettro di campione agli All Black neozelandesi. La storia della nazionale Sudafricana può essere fatta iniziare dalla fine dell’ ‘800 quando alcune squadre straniere compirono un tour in Sudafrica affrontando team locali che diede vita alla Currie Cup , la coppa conferita da allora in avanti alla squadra che vince il campionato sudafricano di rugby. Gli esordi del rugby sudafricano non fu molto positivo e si dovette attendere il 1896 prima che, spinto dalle prime vittorie dei team locali, il rugby cominciò a divenire molto seguito nel paese. Un salto storico di quasi cento anni porta agli inizi degli anni ’90 del ‘900 quando grazie alla lenta fine della politica dell’apartheid permise al rugby sudafricano di imporsi a livello internazionale. Il primo match, dopo il periodo di isolamento internazionale, si concluse con una sconfitta per 27 a 24 contro la Nuova Zelanda, il 15 agosto del 1992. I primi anni furono costellati da una serie di sconfitte per gli Springboks che attesero la Coppa del Mondo del 1995 per raggiungere uno dei momenti più alti della loro storia. Quell’edizione dei Mondiali, vinta proprio dal Sudafrica, rappresentò l’evento più imponente che il Sudafrica abbia organizzato, secondo soltanto ai Mondiali di calcio del 2010.  La vittoria dei padroni di casa segnò l’incontro ideale tra tutti i sudafricani, neri e bianchi, che si strinsero tutti attorno la nazionale di rugby.  Il Sudafrica riuscì nell’impresa di superare Australia,Romania, Canada, Samoa e Francia per giocarsi il titolo contro gli arci rivali della Nuova Zelanda. La finale fu un continuo pazzesco di emozioni e si concluse al supplementare con il drop decisivo di Joel Stransky che diede la vittoria 15 a 12 agli Springboks. Ancora più storica fu l’immagine  di Nelson Mandela che consegnò nelle mani del capitano afrikaner Francois Pienaar la Coppa del Mondo, indossando cappellino e maglia degli Springboks.

Nell’edizione del 1999  il Sudafrica subì la propria prima sconfitta nel torneo mondiale, in semifinale contro l’Australia. Nella finale per il terzo posto gli Springboks riuscirono a sconfiggere nuovamente la Nuova Zelanda. Il peggior piazzamento nella Coppa del Monda del Sudafrica arrivò nell’edizione del 2003 quando fu la Nuova Zelanda ad eliminare gli Springboks ai quarti di finale della competizione mondiale .  Nel 2007 il Sudafrica vinse, invece,  la sua seconda Coppa del Mondo sconfiggendo in finale l’Inghilterra per 15 a 6. Nell’ultima edizione del torneo , invece, i sudafricani si fermarono ai quarti di finale, superati 11 a 9 dall’Australia. Oltre ad avere una grande tradizione di squadra il Sudafrica vanta anche diversi giocatori che hanno fatto la storia di questo sport e che sono  presenti nella International Rugby Hall of Fame e nella IRB Hall of Fame. In totale sono 13 gli “ insigniti” : Barry “Fairy” Heatlie, Bennie Osler,  Danie Craven , Hennie Muller,  , Frik du Preez  Morne du Plessis  Naas Botha,  Danie Gerber, François Pienaar and Joost van der Westhuizen .  Il giocatore con il maggior numero di presenze in nazionale è Victor Matfield che ha totalizzato 123 caps, seguito da John Smit con 111 e Bryan Habana con 110. Il primato del maggior numero di punti realizzati spetta , invece, a Percy Montgomery  con  893. Lo stesso Montgomery tra l’altro fu il miglior realizzatore della Coppa del Mondo 2007 con 105 punti che hanno contribuito alla vittoria finale del titolo mondiale. Il numero maggiore di mete realizzate in nazionale è stato siglato da Bryan  Habana con 59 . Al secondo posto c’e Van der Westhuizen con 38 mete.

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