Rugby, l’ingiusto addio di O’Connell.

Pubblicato il autore: Emanuela Bruco Segui

Il tempo non ha mai risparmiato nessuno e questo lo sa benissimo Paul O’Connell, irlandese classe 1979, carismatico capitano della nazionale irlandese di rugby, costretto ad arrendersi e ad alzare bandiera bianca a causa di un infortunio patito a una coscia Domenica 11 Ottobre nella sfida di Cardiff alla Francia (24-9).

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Il sacrificio avrà anche portato sul podio i Verdi nel girone e quindi un quarto di finale contro l’Argentina anziché contro gli All Blacks, ma O’Connell (e conseguentemente tutta la squadra) lo ha pagato a un caro prezzo. Questo significa che se il suo mondiale è finito, anche la sua carriera in nazionale ha raggiunto il capolinea, ma senza nessun trofeo portato fieramente sottobraccio. Tutto il mondo del rugby e gli appassionati comunicano il loro rammarico sul web:”Giocare con lui è stato straordinario – dice il pilone Jack McGrath –: Paul è un guerriero che mai si è tirato indietro, che ha sempre dato tutto”. “Ha saputo darmi tanti giusti consigli – aggiunge il giovane centro Robbie Henshw – per molti di noi è stato motivo di ispirazione. Siamo tutti un po’ commossi da quanto successo”. “E’ un momento triste e bello allo stesso tempo – sostiene l’estremo Rob Kearney – i riconoscimenti unanimi che stanno travolgendo Paul, non possono che essere motivo di orgoglio, per lui e per tutti noi”.
La sua carriera era iniziata come promettente nuotatore, ma la passione per il rugby gli è valsa una convocazione nell’Irlanda under 21. Da qui una carriera sempre in costante salita: chiude con 115 cups in tredici anni, Sei Nazioni, numerose presenza da titolare e da capitano.
La sua improvvisa assenza andrà a sommarsi ad una serie di disagi fisici che anche altri giocatori hanno accusato.
Ci auguriamo che il simbolo per eccellenza della nazione Verde, porti fortuna alla Nazionale in questa momentanea ora di crisi.

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