Morto Jonah Lomu, leggenda degli All Blacks

Pubblicato il autore: Ciro Iavazzo

morto Jonah LomuLutto nel mondo del rugby. E’ morto Jonah Lomu, leggendario giocatore degli All Blacks. Neozelandese, aveva 40 anni. A dare la notizia della sua scomparsa è proprio la Federazione di rugby della Nuova Zelanda, “Jonah era una leggenda del nostro gioco, amato dai suoi tanti fan sia qui che in tutto il mondo. Non abbiamo parole, i nostri pensieri e sentimenti vanno alla sua famiglia” afferma il CEO della federazione Steve Tew. Le cause della morte non sono ancora chiare, poichè la famiglia, come spiegato dall’ex medico degli All Blacks, John Mayew, ha chiesto riservatezza: “La famiglia è chiaramente devastata. Hanno chiesto privacy in queste ore successive alla morte, che è arrivata in maniera totalmente inaspettata”. Era noto però che Jonah fosse affetto da una malattia degenerativa ai reni da tredici anni, tanto da essere costretto, nel 2004, ad un trapianto e ad un successivo trattamento di dialisi per più di dieci anni. Nato nel 1975, ad Auckland, da genitori tongani, Siona Tali Lomu, (suo vero nome) crebbe in un quartiere border line ed emarginato della città neozelandese in cui assistette finanche all’omicidio di un suo zioDivenuto capitano del Wesley College nel 1993, fu convocato nella nazionale neozelandese a sette per i vittoriosi Hong Kong Sevens del 1994, in cui Lomu si distinse come miglior giocatore del torneo; esordì inoltre, nello stesso anno, nel Campionato nazionale provinciale neozelandese con la federazione di Counties-Manukau, delle cui giovanili già faceva parte da quando aveva 14 anni. Ancora nel 1994, con pochissimi incontri ufficiali di club alle sue spalle, fu convocato per gli All Blacks divenendo, all’epoca, a 19 anni un mese e 14 giorni, il più giovane debuttante neozelandese in un test match. L’esordio ufficiale avvenne a Christchurch il 26 giugno contro la Francia, e i Bleus si imposero per 22-8; fu in campo anche nel successivo incontro della serie, quando i francesi vinsero 23-20 ad Auckland. Il C.T. Laurie Mains lo incluse nella rosa che l’anno successivo prese parte alla Coppa del Mondo di Rugby del 1995, in Sudafrica, che segnava il rientro nelle grandi competizioni internazionali degli  Spingbok (la locale Nazionale di rugby) dopo la fine dell’apartheid. Ha realizzato 37 mete, alcune delle quali storiche con gli All Blacks, ma ha perso la famosissima finale contro il Sudafrica proprio nella finale mondiale del ’95. Si è sposato tre volte.

Il primo matrimonio, avvenne nel 1996 a vent’anni, e fu con la diciannovenne sudafricana Tanya Rutter; l’unione terminò dopo un paio d’anni e, nel 2003, sposò Fiona Taylor. Nel 2011 l’ultimo matrimonio con Nadene Quirk. Nel 2007 gli fu conferita l’onorificenza di membro dell’Ordine al merito della Nuova Zelanda, per il suo contributo al rugby; è anche testimonial dell’ONG monegasca Peace and Sport, nata con lo scopo di portare la pace in zone di guerra attraverso la promozione di progetti sportivi tramite atleti di rilievo internazionale. Una statua in grandezza naturale di Jonah Lomu figura nel noto museo delle cere di Madame Tussauds a Londra. Nel film del 2009 Invictus, diretto da Clint Eastwood, che narra del processo di riappacificazione nel Sudafrica post-apartheid che trova il suo culmine proprio nella vittoria degli Springbok alla Coppa del Mondi di Rugby del 1995, Lomu, al pari di altri giocatori, divenne un personaggio del film.

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