Richie McCaw: il leggendario capitano degli All Blacks dice basta al rugby

Pubblicato il autore: Cristina G.


Sono questi giorni da dimenticare per i tifosi degli All Blacks e per gli appassionati di rugby di tutto il mondo, che piangono la morte a soli 40 anni di Jonah Lomu, leggenda della palla ovale che se ne è andato per sempre nella giornata di ieri, lasciando un vuoto incolmabile nel mondo del rugby. Oggi, dopo la morte di Jonah Lomu, la Nova Zelanda deve accettare mandare giu’ un’altra notizia di quelle epocali:lo storico capitano della Nuova Zelanda, Richie McCaw, dopo aver guidato i suoi alla conquista della recente Coppa del Mondo d’Inghilterra, ha dato infatti l’annuncio del suo imminente ritiro dal rugby giocato.
Richie McCaw rappresenta IL GIOCATORE per tutti gli appassionati di rugby che l’hanno seguito nella sua gloriosa carriera in cui è riuscito a collezionare una sfilza di record: 148 presenze in Nazionale con la Nuova Zelanda (nessuno come lui al mondo) di cui 110 da capitano. L’annunciato ritiro, prevedibile a detta di molti dopo il mancato inserimento nella rosa dei Crusaders per la stagione prossima, arriva al termine di un’annata piena di soddisfazioni per McCaw, che lo ha portato ad alzare al cielo per la seconda volta in carriera la Coppa del Mondo: un’impresa questa mai risucita a nessuno prima d’ora e non poteva che succedere a colui che detiene, insieme al compagno di squadra Dan Carter, anche il maggior numero di riconoscimenti a livello personale quale miglior giocatore di rugby al mondo (2005, 2009, 2010).

Ed è stata forse quest’annata di successi che ha convinto McCaw a compiere questo passo come da lui stesso confermato in conferenza stampa:”Se non avessimo vinto la Webb Ellis Cup per la seconda volta consecutiva forse non mi sarei ritirato”, ha dichiarato il 34enne McCaw, “così invece lascio al top e non ho rimpianti. Ora sono certo di aver fatto del mio meglio come capitano degli All Blacks”.
Nato a Oamaru il 31 dicembre 1980 da una famiglia di origine scozzese,figlio di un agricoltore e di un’insegnante, McCaw ha iniziato a giocare fin dalla tenera età, giocando terza linea già nel minirugby.La storia narra che la squadra provinciale d’origine nel 1999 lo scartò, obbligandolo ad andare a cercare migliore fortuna in quel di Canterbury, per esordire poi nel 2000 nel rugby professionistico.Ed è proprio tra Canterbury e Crusaders che si è sviluppata tutta la carriera del flanker All Blacks che ha esordito ufficialmente nel match del 17 novembre 2001 a Dublino contro l’Irlanda, facendo il bis solo una settimana dopo in Scozia.
Terza linea e numero 7, anima della mitica squadra che negli ultimi 10 anni è stata padrona assoluta della terra ovale, quella di McCaw è una straordinaria storia personale e sportiva, cominciata con il titolo iridato U19, quando ancora giocava per la provincia di Canterbury: in 15 anni di carriera, McCaw ha anche vinto per tre volte il premio di miglior giocatore dell’anno della Federazione internazionale, titolo rugbistico equivalente al Pallone d’Oro nel calcio.
“Appendo i miei scarpini avendo raggiunto tutti gli obiettivi che avrei potuto sognare nel rugby. Sapere che ho potuto chiudere la mia carriera aiutando gli All Blacks a vincere la Coppa del Mondo è una sensazione bellissima” e ancora “La mia ultima partita ufficiale è stata la finale della Rugby World Cup, appendo le scarpe al muro dopo aver compiuto tutte le cose che avevo sognato nel rugby. Sapere di aver aiutato gli All Blacks a vincere la coppa del mondo è una sensazione immensamente gratificante”. Ora Richie potrà dedicarsi ai suoi hobby, su tutti quello di pilotare elicotteri. “Mi dedicherò anche alla iSport Foundation che ho fondato con Dan Carter e Ali Williams che ci darà la possibilità di aiutare i ragazzi di talento a raggiungere il loro potenziale nello sport, un modo di restituire allo sport quanto ci ha dato”
Questo il messaggio che McCaw lascia a tutti i suoi tifosi, uno sportivo che ha saputo raggiungere tutto e che tutto ha donato al suo sport dagli esordi all’imminente ritiro.

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