#LetIanPlay: La battaglia di Ian McKinley

Pubblicato il autore: cdistefano

LetIanPlay

#LetIanPlay è la campagna di sensibilizzazione lanciata su change.org della giovane apertura del Viadana Rugby Ian McKinley.
McKinley nasce in Irlanda nel 1989 e inizia la sua carriera nel rugby professionistico nel 2008/2009 nelle prestigiose fila della franchigia irlandese del Leinster.
Ian inizia il suo percorso nel rugby professionistico come molti ragazzi, ma ha decisamente una marcia in più e viene presto notato anche dai talent della nazionale irlandese ed esordisce tra gli under20 durante il mondiale di categoria in Giappone.

Nel 2010, durante una partita giocata con la sua squadra universitaria, ha uno scontro e si ferisce gravemente all’occhio sinistro. Dopo un delicato intervento torna sui campi da gioco ma la vista all’occhio sinistro è quasi totalmente compromessa tanto da costringerlo a lasciare il rugby giocato a soli ventun’anni.

La sua forza d’animo incrollabile lo spinge a perfezionarsi e a cercare un riscatto anche nella sfortuna. L’anno successivo studia per prendere un diploma da allenatore e accetta di venire a lavorare come tecnico in Italia.
Inzia così la sua avventura nella Leonorso Rugby Udine come allenatore delle giovanili: impara l’italiano in pochissimo tempo e la sera non disdegna di tirare ogni tanto qualche piazzato. A Udine i ragazzi che allena lo amano e quando può Ian si allena anche – senza contrasti – con la prima squadra della Leonorso che milita in C1.

Nel 2014, grazie alla complicità di suo fratello, viene a conoscenza della possibilità di giocare proteggendo l’occhio sinistro con degli occhiali protettivi – i Goggles – prodotti dall’azienda italiana Raleri. Inizia così un anno di sperimentazione approvato dalla World Rugby e Ian fa il suo ritorno al rugby giocato il 2 marzo 2014 con la Leonorso segnando due mete all’Oderzo e di fatto trascinando la sua squadra fino agli spareggi per la Serie B, persi per un soffio all’ultima partita di ritorno contro il Reno Bologna.

Ian ha decisamente una marcia in più, seppur cieco da un occhio, nella stagione 2014/2015 decide di sfidare di nuovo la sfortuna e accetta la proposta del Viadana.
Riprende così la sua carriera di apertura nel rugby professionistico facendosi notare per le sue indubbie doti al piede e per la capacità di muovere velocemente la palla. Il timido ragazzo irlandese comincia a far parlare di sè: ad aprile 2015 viene convocato nelle fila dei Barbarians per una partita contro una squadra scozzese e nel settembre dello stesso anno, complici le assenze dovute al Mondiale inglese, Ian diventa permit-player delle Zebre.

Un insormontabile ostacolo però si pone tra il giocatore irlandese e il ritorno all’empireo del rugby. Alcune federazioni nazionali – tra cui Francia e Irlanda –  non accettano l’utilizzo degli occhiali, ritenuti una protezione non conforme allo standard, e quindi non accettano la presenza del giocatore nei loro campi nazionali. Un vincolo che permette a Ian a giocare solamente in alcuni paesi come Italia e Inghliterra e rappresenta un ostacolo ad una carriera da top player. Per questo motivo l’indomito Ian ha fatto partire in autunno la campagna di sensibilizzazione #LetIanPlay alla quale hanno aderito numerossissime personalità del mondo ovale tra cui tutti i compagni delle Zebre.

Ian è un mediano di apertura di primissimo livello e, non avendo avuto convocazioni nella sua nazionale maggiore, potrebbe legittimamente essere selezionato dalla nazionale azzurra, alla ricerca ormai da anni di un giocatore valido per quel ruolo.
Fatelo giocare.

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