Scommesse nel rugby, crescita preoccupante

Pubblicato il autore: Nello Simonetti

Rugby eccellenza
Non solo calcio. Un fenomeno che si allarga a macchia d’olio arrivando a toccare anche uno degli sport cosiddetti minori, anche se sull’opportunità di tale aggettivo non si discuterà mai abbastanza, dovendosi riconoscere anche a quelli mediaticamente meno seguiti, uguale attenzione, soprattutto in riferimento a problematiche come quelle di cui parliamo. Così come nel calcio – dicevamo – le scommesse nel rugby cominciano a preoccupare non poco la Federazione, allarmata dal vertiginoso aumento delle giocate, con particolare riferimento al campionato d’Eccellenza. Un allarme scattato quasi per caso, stando a quanto racconta Alfredo Gavazzi, presidente di Federugby: “Si giocava Calvisano-Petrarca, big match del campionato Eccellenza  –  la scintilla che lo avrebbe spinto a muoversi –  e il barista mi fa ‘Danno il Calvisano 2-1, vuole scommettere?’. E’ stato lì che mi sono reso conto di quanto le scommesse fossero arrivate anche da noi, e che era tempo di monitorare la cosa“. Da qui alla richiesta di aiuto alla Sportradar, società leader mondiale nel monitoraggio delle scommesse e nella ricerca delle possibili frodi, è stato breve, brevissimo. Il problema più importante da affrontare e risolvere al più presto sulle scommesse nel rugby, è quello legato agli stessi rugbisti che giocano. Ce ne sono? Sembrerebbe proprio di si, e la cosa preoccupante, è che lo fanno anche su campionati sui quali non dovrebbero, come quello di Eccellenza. L’articolo 23 del Regolamento di giustizia della Federazione Rugby recita testualmente: “E’ fatto divieto ai tesserati di effettuare o accettare scommesse, direttamente o per interposta persona, anche presso soggetti autorizzati a riceverle, che abbiano quale oggetto i risultati relativi agli incontri organizzati nell’ambito dell’attività federale ai quali partecipano personalmente o partecipa la società per la quale sono tesserati“.
Il Fir integrity tour – Come risolvere il problema della possibile degenerazione del fenomeno scommesse nel rugby? La Federazione ha deciso, e si tratta della prima al mondo, di avviare  il “Fir Integrity tour” un progetto di formazione nelle società contro il “match fixing”, perché, come spiega in maniera molto efficace il presidente Gavazzi: “Le scommesse in sé non sono il male, ma occorre che gli atleti se ne tengano fuori. Il fine di questo programma è diffondere e rafforzare la conoscenza dei rischi e dei pericoli connessi al match fixing, attività criminale che mina la credibilità dello sport sfruttando le nuove tecnologie. L’integrità del nostro sport è alla base dei nostri valori istituzionali e l’Eccellenza è il massimo campionato nazionale“. Ed in effetti, in un momento storico particolarmente importante per un sport, il cui ritorno comincia ad essere sempre più rilevante, per ciò che concerne l’interesse della gente, uno scandalo legato alle scommesse nel rugby sarebbe esiziale: “Se è vero – conclude il presidente – che il nostro sport ha sempre maggiore appeal è vero che un caso di frode per noi sarebbe devastante”. Il programma di sensibilizzazione si protrarrà fino al termine della stagione 2017/2018 e la prima squadra che ne sperimenterà gli effetti non è stata scelta a caso: si tratta di quella della Polizia, le Fiamme Oro. L’auspicio è che l’obiettivo possa essere raggiunto senza passare per scandali che possano minarne la credibilità.

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