Parisse miglior giocatore del top 14 francese: “Bouclier du Brennus vera soddisfazione”

Pubblicato il autore: Edoardo Evangelista Segui

Parisse miglior giocatore
Parisse miglior giocatore, il suo commento: “Ciliegina sulla torta di un anno fantastico“.
Sergio Parisse è stato eletto come miglior giocatore del top 14, il prestigiosissimo campionato di rugby della Francia. Si tratta di un grande riconoscimento individuale per il capitano della nazionale italiana, che gioca oltralpe con la storica maglia dello Stade Francais dal lontano 2005. A premiarlo al gran galà della palla ovale, la Nuit du Rugby, patrocinata dalla Ligue Nationale de Rugby sin dal 2004, un altro colosso dello sport francese, l’olimpionico a Londra 2012 nella disciplina del judo Teddy Riner, un bestione da far impallidire anche una colonna del calibro di Parisse, forte dei suoi 204 cm per 138 kg.
Il 2015 è stato un anno importante per tutti – ha esordito la terza linea centro di origine argentina -, per il club e per i giocatori. Questo riconoscimento personale è la ciliegina sulla torta, ma senza dubbio avere alzato al cielo il Bouclier du Brennus resta la più grande soddisfazione”. Con queste parole Parisse è tornato su quello che a suo parere resta il più grande traguardo raggiunto durante l’anno 2015, la vittoria del campionato francese con lo Stade Francais. Anche in virtù di quello straordinario successo, giunto in un certo senso in modo inaspettato contro i favoriti del Clermont Auvergne, Parisse è stato preferito ai rivali di casa Nick Abendanon, che milita proprio nel Clermont, e Matt Giteu del Tolone.

Parisse miglior giocatore, la mente va già all’esordio al Sei Nazioni a Parigi: “Sarà una battaglia complicata“.
L’anno che si è appena chiuso non può però dirsi perfetto per Parisse, che ha ancora nitidamente impressa nella mente la débâcle della truppa azzurra della quale è capitano e guida tecnica alla Coppa del Mondo organizzata congiuntamente da Inghilterra e Galles e vinta dalla Nuova Zelanda in finale sull’Australia. Parisse ha potuto giocare solo una delle quattro partite del girone di qualificazione che ha visto l’Italia chiudere al quinto posto dietro a Francia ed Irlanda, precedendo non senza qualche fatica di troppo il Canada e la Romania. Il campione italiano aveva infatti subito un fastidioso infortunio in uno degli ultimi test match che avevano preceduto la rassegna iridata, quello del mese di agosto contro il Galles, e ciò gli ha impedito di guidare i compagni ad una qualificazione ai quarti di finale che senza di lui è da subito apparsa niente più che un miraggio. Ora si riparte con il Sei Nazioni, il torneo europeo più prestigioso, dove l’Italia è chiamata a riscattare almeno sotto il profilo mentale i risultati negativi maturati negli ultimi anni. L’esordio non sarà dei più teneri per i ragazzi di Jacques Brunel, che affronteranno a Parigi proprio la nazionale francese che tanti bene conoscono Parisse ed il coach azzurro, per quello che si presenta a tutti gli effetti come un battesimo di fuoco. “Sarà una partita molto complicata – ammette Parisse a margine della cerimonia di premiazione delle massime serie rugbistiche francesi -. Affronteremo una grande squadra, dei grandi campioni. Noi nel Torneo cercheremo di toglierci qualche soddisfazione, ma abbiamo un calendario molto difficile e un avvio molto duro. Con la Francia a Parigi sarà una battaglia”.

Parisse miglior giocatore, al Sei Nazioni assenti nelle prime due Aguero e Favaro.
La spedizione azzurra in vista dei primi due appuntamenti in programma nel calendario del Sei Nazioni, ancora una volta non si presenterà all’atteso appuntamento nelle migliori condizioni. Dopo il forfait annunciato del pilone di origine argentina Matias Aguero, è arrivata un’altra rinuncia importante, quella della sorpresa dell’ultima Coppa del Mondo Simone Favaro. Le ottime prestazioni in Inghilterra gli sono valse il passaggio dal Benetton Treviso ai più quotati Glasgow Warriors, e proprio la volontà di non penalizzare il proprio contributo tecnico al club scozzese sarebbe alla base della decisione di Favaro, che la motiva così: “Ho parlato con il presidente e con lo staff e penso sia corretto, in questo momento, sacrificare la mia partecipazione al Sei Nazioni rimanendo a Glasgow per lavorare con il club, con l’ambizione di stare presto bene e combinare qualcosa di buono per ritornare in forma al 100 percento quanto prima“. Un’integrità alla quale poco si può obiettare, in virtù della sincerità manifestata a più riprese dal nazionale italiano. “Il recupero fisico non è stato facile, sono riuscito a recuperare bene, ma non sono ancora al 100 percento. Non sono ancora il Simone che vorrei essere, specialmente perché quando si tratta di indossare la maglia dell’Italia mi sento in obbligo di farlo nelle migliori condizioni possibili”, ha concluso Favaro.

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