L’integrazione passa dalla palla ovale: una squadra di migranti in C2

Pubblicato il autore: Christian Vannozzi

migrantiRugby squadra migranti in C2 – Si tratta di una bella favola che viene direttamente dal Piemonte, una squadra costituita per la quasi totalità da migranti disputerà il campionato di C2 della Regione Piemonte, a dimostrazione di come il rugby si impegni sempre attivamente dal punto di vista sociale. Il primo passo fu infatti compiuto nei carceri, che ha generato tre squadre di detenuti, la Drola di Torino, la Giallo Dozza di Bologna e i Bisonti di Frosinone, scendono in campo anche Le Tre Rose, di Casale Monferrato che entra di diritto non solo nel campionato professionistico ma anche e soprattutto sul podio delle attività sociali.

L’integrazione è infatti molto importante in questo periodo, vista anche la forte presenza di persone straniere che giungono ormai sempre più numerose in Italia e in Europa in cerca di un futuro migliore. Come un Sudafrica il rugby servì per integrare la popolazione bianca con quella nera segregata da anni e anni di apartheid, anche nel nostro Paese potrebbe rappresentare l’incipit di una convivenza che oggigiorno sembra difficoltosa ma che potrebbe divenire nel tempo un punto di forza della nostra Penisola.

migrantiUn plauso va fatto senza dubbio alla FIR che aveva già acconsentito al XV piemontese di schierare sei giovani rifugiati in attesa di asilo in Italia, e che ha ora stabilito una deroga ufficiale per Le Tre Rose in modo da poter schierare ben 16 rifugiati, per un totale di 22 rifugiati che potranno scendere in campo in Piemonte, superando la regola federale che prevede di poter avere in squadra un solo straniero.

A prescindere dalla bravura e dalle doti tecniche dei ragazzi, l’iniziativa vuole mirare a valorizzare i rifugiati come risorse e a non considerarli un peso come pensano diverse persone in Italia. La federazione italiana rugby come sempre ha accettato la sfida a dimostrazione di come lo sport possa non solo dividere le varie tifoserie a carattere cittadino o regionale, bensì possa veramente essere un’efficiente macchina di aggregazione sociale, che può riuscire dove le iniziative degli enti locali hanno fallito, offrendo dignità a degli uomini che nella loro vita hanno purtroppo conosciuto solo dolore.

migrantiIl lavoro viene fatto infatti su ragazzi difficili, che potrebbero passare, se non ben seguiti e indirizzati, nelle file della microcriminalità, formata ormai per lo più proprio da migranti, che vedono questa via come l’unica risorsa per avere da mangiare e per andare avanti. Lo sport può in questo caso mostrare un’altra via, migliore, più dignitosa, e soprattutto socialmente più utile, sia per i migranti che per la cittadinanza.

In una squadra non esiste l’italiano e lo straniero, bensì solo il compagno, superando il concetto di diversità territoriale e linguistica. Dalla squadra alla società il passo è poi breve, e per questa ragione l’iter iniziato può essere un’arma vincete che le amministrazioni locali dovrebbero sostenere con campagne pubblicitarie e con fondi destinati proprio all’integrazione attraverso lo sport.

Rugby squadra migranti, il vertice FIR – Rilevante il commento del presidente federale Alfredo Gavazzi: “Questi giovani rifugiati, che si sono avvicinati di recente al nostro sport e che, in base ai regolamenti, non avrebbero potuto trovare spazio tutti assieme in lista-gara, potranno partecipare a un campionato nazionale e, con il supporto dei propri compagni, inseguire una meta che vale molto più di cinque punti: quella dell’integrazione”.

migrantiLa posta in gioco è infatti più alta di una singola meta, e per questa ragione deve includere non solo la passione sportiva ma il comune sostegno non del Piemonte ma dell’intera nazione, sostenendo l’iniziativa attivamente per qualcosa che è più importante di una partita o del campionato stesso, perché quello di cui si parla è il futuro di 22 ragazzi costretti a fuggire dal proprio Paese loro malgrado.

Le prime due uscite stagionali della Le Tre Rose non possono certo considerarsi esaltanti, in quanto si sono collezionate due pesanti sconfitte, una contro la capolista Acqui, 7-85 casalingo, e la seconda per 0-37 a Novi Ligure. Dopo l’Epifania i ragazzi scenderanno nuovamente in campo, non demoralizzati per le sconfitte, bensì motivati a ricalcare un proprio posto nella società ove hanno scelto di stabilirsi e di realizzarsi, quella italiana. Sta ora a noi valorizzarli nel giusto modo.

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