L’Italia sfiora il colpaccio nel suo esordio al Sei Nazioni

Pubblicato il autore: Luca Prete Segui

Peccato! Questa volta, questo termine non è utilizzato in maniera retorica, in seguito a un match nel Sei Nazioni da parte della Nazionale italiana di Rugby. L’Italia ha esordito contro la Francia a Parigi, cedendo ai transalpini per 23-21, un risultato che non lascia spazio ad alcuna lettura negativa e catastrofista riguardo alla prestazione degli azzurri, ma a solo a tanti rimpianti. La squadra di Brunel, con molti giovani ed esordienti, (10 i debuttanti assoluti e quattro in campo da subito), ha dominato gran parte dell’incontro, facendo tremare i “bleus”.
L’Italia dimostra sin da subito un atteggiamento spavaldo portandosi anche avanti sul punteggio con un calcio piazzato e aggiudicandosi i primi 3 punti. La Francia, davanti, i propri tifosi (non tantissimi a causa ancora degli strascichi degli attentati nella capitale francese a novembre dell’anno scorso), reagisce e riporta in parità il match.
Ma gli azzurri, nonostante la tensione di molti volti nuovi, hanno voglia di onorare sin da subito il Sei Nazioni e danno prova di esserci sia nella pressione nelle mischie e sia in difesa. I francesi non riescono a sfondare nemmeno individualmente grazie a una condizione fisica ottimale dei nostri. Solo piccoli particolari, come i soliti calci e qualche errore di troppo degli uomini di Brunel. decidono il primo tempo, con il risultato parziale di 10-8 per i cugini d’Oltralpe, con la bella meta degli azzurri da parte del capitano Sergio Parisse.
E’ nella seconda frazione,  o meglio in gran parte di essa, che l’Italia tocca probabilmente uno dei punti più alti a livello di gioco in 16 anni di Sei Nazioni. Quando la Francia aumenta la pressione e anche la qualità del suo gioco, prendendosi però anche dei rischi in difesa con ampi spaziati poco coperti. I giovani, su tutti l’ottimo Carlo Canna, classe ’92 (da segnalare anche la buona prova offerta dal coetaneo Leonardo Sarto), suo il primo drop del match, ma anche autore della meta che aveva portato il punteggio addirittura 18-10 a favore degli azzurri, oltre ad aver piazzato un calcio che aveva allontanato nuovamente la Francia, danno la conferma che i debuttanti non abbiano alcuna intenzione di sfigurare in uno dei templi del rugby europeo.
Ma forse in una sola occasione (la vittoria in terra scozzese nel 2007), i match del Sei Nazioni sono stati agevoli per l’Italia anche nelle rare volte in cui si è trovata in vantaggio. Infatti, la Francia accorcia le distanze con la meta di Bonneval e conseguente realizzazione (18-17) e Plisson completa il vantaggio a favore dei transalpini piazzando un calcio (18-20). Haimona riaccende le speranze che però non sembrano durare a lungo azzurre grazie alla realizzazione di un calcio  e “trascinando” la squadra di Brunel ancora in vantaggio anche se di un solo punto (20-21).  Alcuni già vedevano il traguardo della seconda vittoria italiana in terra francese sopo quella storica nel ’97, ma la sorte e anche l’arbitro non sono d’accordo. Il calcio, molto dubbio di Plisson, nel finale porta la Francia avanti per 23-21, risultato che si manterrò sino al termine dell’incontro, nonostante la spinta azzurra.
Raramente, nella sua storia al Sei Nazioni, pur perdendo, l’Italia ha convinto in questo modo. Anche se è ancora presto, l’integrazione dei giovani sembra funzionare e il prossimo match contro lo squadrone inglese, sarà una prova decisiva di quanto valgano questi azzurri.

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