Italrugby: O’Shea è il nuovo tecnico della nazionale

Pubblicato il autore: valerio amodeo Segui

Editorial use only. No merchandising. For Football images FA and Premier League restrictions apply inc. no internet/mobile usage without FAPL license - for details contact Football Dataco Mandatory Credit: Photo by Ben Queenborough/BPI/REX Shutterstock (5262646h) Harlequins Director of Rugby Conor O'Shea during the Aviva Premiership match between Harlequins and Wasps played at The Stoop, London, on October 16th 2015 Aviva Premiership Rugby 2015/16 Harlequins v Wasps Twickenham Stoop, Langhorn Dr, Twickenham, United Kingdom - 16 Oct 2015

Connor O’Shea è il nuovo tecnico della nazionale italiana di rugby. Il quarantaseienne irlandese sarà anche il responsabile della nazionale emergenti.
L’incarico sarà ufficializzato il primo giugno, contemporaneamente O’Shea lascerà il suo attuale incarico di Director of rugby degli Harlequins, squadra che ha portato al successo in premiership nel 2012 e con cui ha vinto anche una Challenge cup e una coppa anglo gallese.
Confermato Giampiero De Carli come allenatore degli avanti; Mike Catt, campione del mondo con l’Inghilterra nel 2003, ricoprirà il ruolo di tecnico dell’attacco, delle skills, e dei calciatori.
Un ruolo focale e fondamentale sarà occupato da Stephen Aboud, che terrà la posizione di responsabile della formazione dei giocatori di alto livello giovanile sino alla nazionale under 20, delle accademie e sarà anche responsabile della formazione degli allenatori. Aboud avrà il compito più delicato di tutti i componenti del nuovo staff, dovendo lavorare all’interno di un ambiente molto criticato, radicato nei suoi difetti nonostante la relativa giovane età e da cui dipende il futuro del nostro movimento e, in particolare, dei futuri risultati della nostra nazionale. Ci sarà da capire, tra le altre, se lavorerà in collaborazione con Ascione o se ci saranno ulteriori sviluppi all’interno della federazione ( cosa improbabile a pochi mesi dalle elezioni).
Il nuovo staff azzurro dà un forte segnale di cambiamento, sia per i protagonisti (mai un irlandese aveva guidato la nazionale italiana) sia per il progetto.
La speranza è che il nuovo team riesca a lavorare in piena autonomia e al massimo delle proprie possibilità, senza lamentare le problematiche denunciate da Brunel a fine mandato.
Un primo segno di cambiamento sembra già esserci. Crowley e Guidi, gli allenatori delle due franchigie italiane seguiranno lo staff di O’Shea nel tour estivo della nazionale in America.
C’è da auspicarsi che questa collaborazione iniziale sia continua e duratura e in continuo crescendo fino a generare una linea diretta tra la nazionale e le franchigie.
O’Shea avrà il duro compito di risollevare l’Italia del rugby, soprattutto lavorando all’interno per migliorare le strutture federali a tutti i livelli, con la necessità di portare a casa subito qualche successo sul campo per far tornare il sorriso ai tifosi e per diminuire la pressione su di sé e il suo staff. Saranno fondamentali i primi mesi di lavoro, che potranno trasformarsi in un’arma elettorale pro o contro l’attuale dirigenza FIR.
Gavazzi, presidente della federazione, ha rilasciato la seguente dichiarazione su O’Shea a margine della conferenza stampa di presentazione:
“Le nomine del nuovo Commissario Tecnico, del suo assistente e del Responsabile della Direzione Tecnica per la formazione segnano, per FIR, un cruciale punto di svolta. Abbiamo identificato non solo tre figure di altissimo profilo, ma tre risorse che, per i propri percorsi professionali, sono in possesso di quelli che riteniamo siano i requisiti più adatti per contribuire allo sviluppo del nostro movimento”.

“O’Shea è un tecnico giovane, con alle spalle un percorso di successi sul campo ed al tempo stesso con spiccate doti manageriali che potranno rappresentare un grande valore aggiunto nel rapporto con le varie componenti del rugby italiano.Siamo entusiasti di poter dare a Conor, a Mike Catt ed a Stephen Aboud, che avrà un ruolo cruciale nello sviluppo del rugby italiano e nei processi di formazione di giocatori e tecnici sino a livello di Comitati Regionali, un caldo benvenuto”

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