Parisse: “Il rugby italiano deve cambiare strada”

Pubblicato il autore: Lorenzo Matricardi Segui
Parisse
Pesantissima batosta incassata dall’Italrugby nel match del Sei Nazioni Contro l’Irlanda. Gli azzurri sono apparsi visibilmente in difficoltà nel fronteggiare un avversario forse troppo forte che non ha mai permesso agli italiani di entrare davvero in partita. L’Irlanda ha messo a segno la bellezza di nove mete (contro le due dell’Italia). La nazionale italiana ha disputato l’ennesima partita incolore – mettendo in mostra eccessiva leggerezza, poca cattiveria agonistica e forse anche un pizzico di inesperienza – e si avvia inesorabilmente a “vincere” il tanto temuto Cucchiaio di Legno, premio che dimostra l’inadeguadezza di una squadra nettamente inferiore alle altre partecipanti al torneo. Dalle touche ai break down, gli azzurri hanno dimostrato di poter andare in difficoltà in ogni fase di gioco e di non essere in grado di reagire all’avanzata avversaria né sul piano tecnico né tantomeno sul piano caratteriale.

Gli unici, isolati spunti sono arrivati da Odiete e Campagnaro, ma non sono certo bastati a contenere la forza dell’Irlanda. Molti dei giocatori più esperti, inoltre, non sono mai riusciti a dare il proprio contributo alla squadra. È il caso ad esempio di Sarto, autore di una prova opaca e, soprattutto, di un errore imperdonabile costato ai nostri la prima meta. Il risultato finale, 58-15, è il secondo peggior passivo rimediato dall’Italia da quando prende parte al Sei Nazioni dopo il tremendo 80-23 subito contro l’Inghilterra (con tanto di 10 mete subite) nel 2001.

Un risultato del genere non può che lasciare il segno, come testimoniato dalle dichiarazioni post partita del ct Brunel, che con volto scuro e amareggiato ha dichiarato: “Cosa non ha funzionato? La nostra difesa, semplice: quando abbiamo avuto il pallone siamo riusciti a metterli in difficoltà, ma mai abbiamo avuto la capacità di contrastarli in attacco. Abbiamo sbagliato partita, sugli aspetti negativi si può discutere, ma sicuramente non possiamo dimenticare che nel finale c’erano in campo Zanusso, Fabiani, Ceccarelli e Steyn, tanti ragazzi che non hanno mai giocato a questi livelli e che dunque non possono essere pronti per partite del genere. Serve esperienza e oggi questi giocatori hanno imparato quale è il livello di una squadra come l’Irlanda”.

Ma lo sfogo più eclatante è stato quello di capitan Parisse, che ha rilasciato dichiarazioni nette e taglienti: “Non basta avere qualità tecniche e fisiche, non può bastare giocare nelle franchigie o arrivare in Nazionale. Indossando questa maglia si deve dare molto di più: ma dico anche che alcuni ragazzi hanno imparato più in queste partite di Sei Nazioni che in due-tre anni nel loro club. Chi è entrato ci ha dato una grande spinta nonostante il risultato. Un’involuzione? Sì, se si vede il risultato. C’è un cambio generazionale, sono tanti i ragazzi che muovono i loro primi passi: non è una scusa o un alibi. Questa è la realtà, bisogna restare positivi e aiutarli a crescere per il futuro. C’è da capire che si può sempre migliorare e come movimento dobbiamo renderci conto che bisogna cambiare strada e vedere se le cose finora fatte ci hanno dato risultati o no. La partita è stata durissima, Avevo detto che se avessimo lasciato giocare l’Irlanda con tranquillità e senza pressione, sarebbe stata durissima, e quando la testa in certi momenti molla, molla anche il fisico”.
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