Sei Nazioni: un cucchiaio meritato per l’Italia più brutta di sempre

Pubblicato il autore: Pierluigi Persano Segui

ROME, ITALY - MARCH 17:  Fans lift the wooden spoon during the RBS Six Nations match between Italy and Scotland at Stadio Olimpico on March 17, 2012 in Rome, Italy.  (Photo by Jamie McDonald/Getty Images)
Un sonoro 67-14 subito a Cardiff nell’ultima giornata del Sei Nazioni 2016 ha sancito la disastrosa campagna europea dell’Italrugby di Brunel, la peggiore da quando nel 2000 gli azzurri sono entrati nel circuito del più importante torneo di rugby a 15 dell’emisfero nord.
Cinque sconfitte in cinque gare, 79 punti fatti e 224 subiti, che hanno portato nella bacheca azzurra il famoso “cucchiaio di legno”, trofeo simbolico assegnato alla squadra arrivata ultima nel torneo. Per gli azzurri si tratta dell’11 cucchiaio in 17 edizioni, quasi una disfatta che mette in luce le debolezze della nostra organizzazione in campo internazionale.
E come se non bastasse gli azzurri si sono aggiudicati anche il “whitewash“, altro premio simbolico che spetta a chi perde tutte le partite di un torneo: è la sesta volta che capita all’Italia, tante quante quelle dell’Inghilterra in 115 apparizioni.
“Non basta avere qualità tecniche e fisiche, indossando la maglia della Nazionale si deve dare molto di più – ha sottolineato il capitano dell’Italia Sergio Parisse – C’è un cambio generazionale, sono tanti i ragazzi che muovono i loro primi passi: ma hanno imparato di più da queste cinque partite che in due anni di nei loro club. Questa è la realtà, bisogna rimanere positivi e aiutarli a crescere per il futuro. C’è da capire che si può sempre migliorare e come movimento dobbiamo renderci conto che bisogna cambiare strada e vedere se le cose finora fatte ci hanno dato risultati o no”.

INGHILTERRA GRANDE SLAM – L’Inghilterra di Eddie Jones invece ha convinto tutti portandosi a casa il suo 37° trionfo nel Sei Nazioni, tornando al successo dopo 4 edizioni.
Gli inglesi, con il secondo miglior attacco (132) e la miglior difesa (-70), hanno conquistato anche il “Grande Slam”, titolo che spetta alla squadra che ha vinto tutte le partite del torneo, dopo la vittoria sulla Francia a Saint-Denis per 31-21. L’ultima volta dei “15 della Rosa” era stata nel 2003, anno in cui arrivò anche la vittoria nella Coppa del Mondo in Australia contro i padroni di casa allenati proprio da Jones.
Mentre l’ultimo “Grande Slam” del Sei Nazioni era datato 2012, di marca irlandese.
Aver vinto il Grande Slam vuol dire che hai battuto tutte le squadre del torneo, quindi significa anche che sei la squadra più forte. Ognuno è felice di essere la squadra numero 1 in Europa, ma questo è solo il primo passo e ora pensiamo al tour in Australia – ha dichiarato Jones dopo la vittoria di Parigi – Il primo tempo contro la Francia è stato ordinario, eravamo troppo impegnati mentalmente al risultato e non abbiamo pensato a giocare. Nella ripresa invece c’è stata più convinzione e coraggio. E’ difficile giocare con la Francia quando hai già vinto il torneo e lei non ha niente da perdere. Sono molto orgoglioso della mia squadra“.

GALLES OK, FRANCIA FLOP – Il Galles di Warren Gatland ha confermato l’ottimo momento di forma, dopo la positiva avventura nella scorsa coppa del mondo, classificandosi al 2° posto con 3 vittorie, il miglior attacco (150 punti) e la seconda miglior difesa (-88).
Rimandata l’Irlanda, vincitrice delle ultime due edizioni del Sei Nazioni, che si è piazzata al 3° posto con due vittorie contro Scozia e Italia.
Al 4° posto con due vittorie ciascuno sono arrivate la Scozia (che non vince il torneo dal 1999) e una deludente Francia, a secco dal 2010.

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