Nazionale di rugby italiana:il tecnico annuncia gli obiettivi

Pubblicato il autore: Collu Luca Segui

Connor O’Shea, neo tecnico della nazionale di rugby, parla del suo nuovo incarico

nazionale di rugby italianaIl nuovo ct della nazionale di rugby italiana si chiama Connor O’Shea, primo tecnico Irlandese sulla panchina della penisola italiana, dopo un sudafricano due neozelandesi e due francesi, dichiara gli obiettivi della sua neo squadra, vincere il Sei Nazioni di rugby.
L’allenatore, che sta facendo progressi anche nello studio della lingua italiana, si siede per la prima volta nella panchina di una nazionale ,dopo essere stato coach dei London Irish e degli Harlequins, punta in alto.
Si può pensare che siano le solite parole di circostanza, viste anche le deludenti prestazioni dell’Italia nel torneo (ultimo posto anche nell’ultima edizione con 0 vittorie).
La nazionale non può vantare infatti un ottimo andamento in questa competizione.
Da quando ne ha preso parte nel 2000, ha collezionato 11 cucchiai di legno, premio alla squadra che arriva ultima in classifica (2000, 2001, 2002, 2005, 2006, 2008, 2009, 2010, 2011, 2014, 2016) e 6 Whitewash , premio assegnato a chi non vince neanche una partita nell’edizione del torneo(2001, 2002, 2005, 2009, 2014, 2016).
O’Shea però crede fortemente in questa squadra e ha dichiarato: “Voglio che questa sia la migliore Italia della storia”; incitando i suoi giocatori a dare il massimo, nessuno escluso: “Bastano quattro o cinque giocatori che non funzionano per condizionare tutta la squadra”.
Chiede impegno, sacrificio e che i giocatori siano sempre al loro meglio e rimangano tutti insieme concentrati verso l’obiettivo comune, la prima vittoria della nazionale italiana nel Sei Nazioni.
Non vuole solo impegno fisico, ma anche forza mentale, per affrontare le squadre(Francia, Galles, Inghilterra, Irlanda, Scozia) che incontreranno nel torneo, ribaltando i pronostici che quasi sempre li ha visti sconfitti nel Sei Nazioni.
Si siede nella panchina anche in un momento difficilissimo per la nazionale, dopo tutte le critiche lanciate al suo predecessore Jacques Brunel, mandato via senza troppi ringraziamenti e complimenti.
A favore del neo-tecnico della nazionale di rugby si può affermare che non manchi di sicurezza e di entusiasmo, essendo apparso felice e convinto dei suoi mezzi nella conferenza stampa rilasciata ieri.
Però poi il è tornato con i piedi per terra dichiarando: Con le altre nazioni il divario fisico è enorme, l’Italia ha molti giocatori di talento, ma che fisicamente non sono adatti a questo livello.
Se ci sei fisicamente ci sei mentalmente. Perché le qualità tecniche ci sono, ma dopo 20 minuti iniziali perfetti, anche se sai passare bene e difendere inizi a cedere, e dopo 60 minuti crolli.
Gli avversari sanno che l’Italia prima o poi cede fisicamente, bisogna cambiare”
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Lavorerà molto quindi sulla testa dei giocatori, fondamentale per centrare l’obiettivo posto, ma come possiamo capire dalla dichiarazione, si concentrerà molto sulla resistenza dei suoi giocatori.
E come si potrebbe contraddire il fatto che per vincere un torneo c’è bisogno della resistenza e della prestanza fisica dei giocatori, cosa che è sotto gli occhi di tutti.
Intende anche impegnarsi per migliorare il gioco di squadra del suoi team.
La squadra non deve essere un insieme di individualità che cercano la gloria personale e che corrono solo per loro stessi, ma deve essere un gruppo compatto che corre e combatte per i suoi compagni, per la sua nazione, per l’obiettivo comune.
Quindi il tecnico della nazionale di rugby italiana ,Connor O’Shea, ha posto i punti su cui si può e si deve migliorare, e possiamo solo aspettare per vedere se sarà riuscito a realizzare il suo lavoro, con i fatti e non con le parole.

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