O’Shea si presenta e lancia subito la sua sfida

Pubblicato il autore: Nello Simonetti Segui

RUGBYO’Shea si presenta. Lo fa a modo suo, lanciando subito la sua sfida. Vuole portare l’Italia al top, vuole fare in modo che le magre figure rimediate in successione dagli azzurri al Sei nazioni restino soltanto un ricordo. Vuole, soprattutto, costruire una squadra forte, inteso nell’accezione più ampia del termine (“Mentalità e fisico” le sue parole d’ordine). O’Shea si presenta così, in grande stile, a Milano, dove ha già lasciato ampiamente intendere quali caratteristiche dovrà avere la sua nazionale per raggiungere gli ambiziosi obiettivi prefissati. A cominciare dal carattere: “Voglio vedere – ha affermato il ct – una squadra che gioca duro. Che gioca da squadra ma che vuole anche divertirsi. E vorrei vincere: lo so che è facile da dire, così come so che sarà dura. Ci saranno dei fattori sui quali tener conto, ma non ci saranno scuse per non dare il massimo, per non andare oltre”. Ovviamente, non solo carattere, O’Shea si presenta delineando anche dal punto di vista atletico e tecnico il tipo di squadra che intende allenare: “Alcuni giocatori – ha spiegato il tecnico – non hanno una condizione atletica adeguata e dovremo rimediare a questa mancanza. Brunel mi ha lasciato in eredità un buon gruppo, con tanti giovani: il tour estivo ci permetterà di testare le loro qualità. Il primo obiettivo è aumentare la profondità della squadra, voglio vederla giocare duro. Per crescere sarà importante la collaborazione con le due franchigie, le Zebre e il Benetton“. poi, nel dettaglio, passa ad illustrare gli obiettivi che si è posto nel momento in cui ha accettato l’incarico: “Sono qui – ha detto l’irlandese – per fare la nazionale più forte di sempre, più di quella formidabile degli anni Novanta che ha più volte battuto l’Irlanda in cui giocavo anche io. Quando si gioca, tra la vittoria e la sconfitta il margine è piccolo, ma il gap da colmare è grande e si deve lavorare tantissimo sulla mentalità. Questa squadra gioca con passione ed emozione, sono le caratteristiche principale degli italiani. I giocatori che abbiamo a disposizione sono tecnicamente preparati. Ma in ogni partita serve una squadra nella quale tutti siano al massimo della condizione, all’altezza fisicamente. Per quello che ho visto, alcuni non lo sono, a mezz’ora dalla fine muoiono in campo. E poi la differenza la farà la mentalità vincente. So benissimo che il lavoro sarà duro. All’inizio è facile essere positivi, ma poi arriveranno le difficoltà“. Quanto al capitano, nessuna anticipazione: “Lo dirò alla squadra domenica quando inizierà il raduno a Roma. Ho già la mia idea, ma ne parlerò prima con i diretti interessati. Parisse? E’ un esempio, ma ce ne sono altri. I migliori giocatori sono quelli che non accettano la sconfitta, che sanno reagire. Che voglio migliorare. Sergio è così”. O’Shea si presenta in grande stile quindi. Un entusiasmo ed un ottimismo contagiosi, che hanno conquistato la platea a Milano. Ora per il nuovo commissario tecnico arrivano le sfide con Argentina, Stati Uniti e Canada nel tour di Giugno nelle Americhe. Dopo averlo fatto in conferenza stampa, O’Shea si presenta anche sul campo…

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