Rio 2016, il ritorno del rugby

Pubblicato il autore: Mario Grasso Segui

rugby
Tra le grandi novità dei Giochi Olimpici di Rio 2016 ci sarà il ritorno del rugby. Si tratta in realtà di un esordio. Infatti la versione che vedremo in Brasile sarà quella a sette, anziché quella tradizionale a quindici. Una variante del rugby in cui, essendo più ampi gli spazi a disposizione, è l’agilità a fare la differenza rispetto alla struttura fisica dei giocatori.

L’introduzione del rugby risale alle primissime Olimpiadi, quando nel 1899 si decise di far esordire questo sport tra le discipline a partire dall’edizione del 1900 a Parigi. Solo il torneo maschile viene disputato e solo tre squadre compongono il tabellone. Vince a mani basse la Francia, che conquista il primo storico oro olimpico. Passano otto anni, visto che il rugby è assente tra le discipline olimpiche di Saint Louis 1904. Per ritrovare la palla ovale a “cinque cerchi” bisogna attendere dunque l’edizione di Londra 1908. Si gioca, dunque, nella terra natia di questo sport, ma a prendere parte al torneo sono ancora meno squadre: solo due. Una è l’Australia, l’altra è una selezione della Cornovaglia, scelta in rappresentanza della Gran Bretagna. Vittoria larghissima per gli australiani per 32-3, celebrata addirittura cent’anni dopo a Twickenham in un’amichevole tra Inghilterra e Australia.

Il rugby rimane da allora per qualche edizione fuori dalle discipline olimpiche, prima di tornarvi con prepotenza in occasione di Anversa 1920. Ancora una volta, però, sono pochissime le squadre partecipanti. Addirittura non c’è neanche la selezione del paese organizzatore. Le uniche partecipanti sono Francia e Stati Uniti, con questi ultimi che compiono l’impresa di portarsi a casa l’oro dopo aver vinto 8-0 l’unica sfida.

Tre sole squadre anche in quella che, a oggi, è l’ultima edizione olimpica di questo sport, nonché l’ultima versione tradizionale in questo torneo. Si finisce laddove l’esperienza del rugby olimpico era iniziata, nel 1924 si gioca ancora a Parigi. E come quattro anni prima trionfano gli Stati Uniti contro la Francia, ma la gara è macchiata da un triste episodio. La stella transalpina Adolphe Jaureguy sviene dopo un duro placcaggio e rimane a terra ricoperto di sangue. Per tutta la partita il pubblico francese si lancia in una protesta insolita nello sportivissimo mondo della palla ovale: sassi e bottiglie vengono lanciate in campo e solo i gendarmi salveranno gli statunitensi a fine match.

L’episodio fa scalpore e alla fine di Parigi 1924 viene deciso di inserire il rugby solo tra le discipline opzionali delle Olimpiadi. Ciò significa che il comitato organizzatore dei Giochi edizione per edizione stabilirà se il rugby dovrà esserci oppure no. La risposta è stata sempre negativa, con il solo contentino di un torneo di esibizione in occasione dei Giochi di Berlino 1936, vinto dalla Germania. Ma la realtà è che il rugby è stato sempre escluso da quel momento, fino ad arrivare a Rio 2016.

Un ritorno o una novità? Effettivamente c’è qualcosa di diverso. A partire dal fatto che si tratta della versione a sette. Quindi il rugby tradizionale rimane fuori dalle Olimpiadi. L’altra novità è rappresentata dall’introduzione del torneo femminile.

Format analogo: tre gironi da quattro squadre ciascuno. Avanzano le prime due di ogni gruppo, più le due migliori terze, che si sfidano nei quarti, dove inizia l’eliminazione diretta. In entrambi i tornei mancheranno compagini italiane.

Questi i gruppi del torneo maschile. Gruppo A: Figi, Stati Uniti, Brasile e Argentina; gruppo B: Sudafrica, Australia, Francia e Spagna; gruppo C: Nuova Zelanda, Gran Bretagna, Kenya e Giappone.
Questi, invece, quello del torneo femminile. Gruppo A: Australia, Figi, Colombia e Stati Uniti; gruppo B: Nuova Zelanda, Francia, Spagna e Kenya; gruppo C: Canada, Gran Bretagna, Brasile e Giappone.

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