Mondiali rugby 2023 in Italia? Arriva il definitivo no e Gavazzi spiega i motivi della scelta

Pubblicato il autore: Nunzio Corrasco Segui

Mondiali rugby 2023 in Italia: arriva il definitivo no.

Rugby Mondiali 2023 in Italia

Mondiali rugby 2023 in Italia

Era nell’aria da mesi, ma nelle scorse settimane è arrivato il no definitivo di Roma alla candidatura per le Olimpiadi del 2024, una decisione importante e sofferta, che il sindaco della Capitale Virginia Raggi ha così spiegato: “Ancora oggi paghiamo i debiti per gli espropri delle Olimpiadi che si sono tenute a Roma nel 1960. Non abbiamo nulla contro le Olimpiadi e contro lo sport in generale, ma non vogliamo che lo sport venga usato come pretesto per nuove colate di cemento in città. Diciamo No alle Olimpiadi del mattone. Ricordiamo bene cosa è accaduto e come sono andati i Mondiali di nuoto, ci siamo ritrovati con impianti abbandonati che finiscono per restare degli scheletri e gusci vuoti. Le Olimpiadi di fatto sono un assegno in bianco firmato dalle città ospitanti: questo lo dice l’Università di Oxford in uno studio. Le Olimpiadi sono un sogno che si trasforma in incubo. Non abbiamo i dati che si sono registrati nel corso delle Olimpiadi di Rio, ma abbiamo negli occhi le immagini degli abitanti della città brasiliana”.

Mondiali rugby 2023 in Italia: arriva il no definitivo della Fir

Dunque la presa di posizione del sindaco Raggi e della giunta romana è stata decisa e non ha lasciato spazio ad alcun ripensamento: le Olimpiadi a Roma non si faranno, almeno non nel 2024. Tale decisione ha poi generato moltissime polemiche, creando due diverse fazioni: da un lato chi ritiene che Roma 2024 avrebbe potuto rappresentare un’occasioni di rilancio per l’Italia, dall’altro invece chi resta convinto del fatto che l’Olimpiade nel Bel Paese avrebbe comportato solamente un bagno di sangue dal punto di vista economico.
Il No alle Olimpiadi di Roma 2024 ha però portato con sè anche altre conseguenze: l’Italia ha infatti rinunciato alla corsa per organizzare il Mondiale di rugby del 2023. L’annuncio del ritiro della candidatura italiana è arrivato direttamente dalla Fir (Federazione italiana Rugby) ed è stato Alfredo Gavazzi, presidente della Federugby, a spiegare i motivi che hanno portato i vertici del rugby italiano a prendere questa sofferta decisione: “Abbiamo avuto delle consultazioni con la presidenza del Consiglio dei Ministri e con il Coni ed in seguito abbiamo stabilito che la candidatura dell’Italia ad organizzare i Mondiali di rugby del 2023 non avesse più le condizioni per proseguire, in quanto è stata da sempre strettamente collegata a quella di Roma 2024”.

Gavazzi è poi entrato nel merito della presa di posizione della Fir: “Restiamo convinti delle grandi potenzialità della candidatura italiana e del fatto che questa avrebbe sicuramente portato indubbi benefici e necessarie migliorie negli stadi italiani. Siamo assolutamente consapevoli di perdere una fantastica opportunità per radicare ancor più i nostri valori ed il nostro sport nel tessuto sociale italiano. Siamo però costretti a prendere atto di come ad oggi non vi siano le basi per continuare questo percorso. Voglio ringraziare il Presidente del Coni Malagò per aver sostenuto la nostra candidatura sin dai suoi primissimi passi, sappiamo che il Presidente condivide la nostra delusione per l’enorme opportunità svanita. Ringrazio anche i dieci Comuni che avevano manifestato l’interesse ad ospitare gli incontri della Rugby World Cup nei propri stadi”.

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