Mondiali Rugby 2023, l’Italia si ritira dalla candidatura: ecco perché

Pubblicato il autore: Alessandro Marini Segui

mondiali rugby 2023
Sei giorni dopo il no definitivo alla candidatura dei Giochi Olimpici del 2024, arriva un’altra rinuncia pesante: l’Italia si ritira dalla corsa ai Mondiali Rugby 2023. Lo ha annunciato pochi minuti fa la Federazione Italiana Rugby spiegando che la decisione è stata presa “a seguito delle consultazioni con la presidenza del Consiglio dei Ministri e con il Coni”. Il motivo è presto spiegato dal presidente della federazione Gavazzi: “Da sempre strettamente collegata alla candidatura di Roma 2024, la candidatura alla Rugby World Cup 2023 non ha più le condizioni per proseguire.” Un vero peccato, se si pensa che la candidatura ai Mondiali Rugby 2023 era stata avallata e certificata a più riprese, con addirittura la consegna della lista degli stadi appena un mese fa.

Ben dodici impianti, tutti di prestigio: l’Olimpico e il Flaminio di Roma, il Giuseppe Meazza di Milano, il Luigi Ferraris di Genova, l’Olimpico di Torino, il Dall’Ara di Bologna, l’Euganeo di Padova, il Friuli di Udine, l’Artemio Franchi di Firenze, il San Paolo di Napoli, il San Nicola di Bari e il Renzo Barbera di Palermo. E proprio gli stadi, in comune con il torneo calcistico delle Olimpiadi del 2024 hanno avuto un’influenza decisiva sull’esito della candidatura dei Mondiali Rugby 2023, come spiegava sempre Gavazzi poco prima della rinuncia definitiva: “Il fatto che avessimo deciso gli stessi stadi delle Olimpiadi può creare diverse problematiche.” E proprio così è stato. Altro sogno infranto, dunque, per l’Italia. Rimangono in lizza Sudafrica, Francia ed Irlanda.

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