Il Munster dà l’ultimo saluto a Anthony Foley

Pubblicato il autore: matteo pietrosante Segui

Anthony Foley con l'Irlanda

Anthony Foley con l’Irlanda

Ieri 21 Ottobre 2016  nella chiesa di St. Flannan nella contea Clare si sono svolti i funerali dell’allenatore del Munster, nonché ex giocatore, Anthony Foley. Il mister irlandese è venuto improvvisamente a mancare a causa di un’edema polmonare che l’ha colpito mentre era in albergo a Parigi per la trasferta di Champions Cup contro il Racing 92 (trasferta ovviamente rimandata.
Foley aveva 42 anni, 42 anni sotto il segno della palla ovale, difatti nasce nel ’73 dalla seconda linea Brendan Foley e comincia a giocare, nella città di Limerick, con lo Shannon nell’All Ireland League.
Il suo talento non è passato inosservato egli osservatori della nazionale irlandese, difatti viene convocato e debutta il 21 Gennaio 1995 in Inghilterra-Irlanda nel quadro del primo torneo Europeo: il Cinque Nazioni. Al
suo esordio Foley segna anche una metà, punti meramente simbolici visto che la partita finisce 20-8 per i cugini inglesi.
Proprio quella metà però gli fa ottenere un posto nella spedizione irlandese, sempre nel 1995, alla volta del Sudafrica per disputare il Mondiale.
Le novità che porta però l’anno domini 1995 non finiscono qui per Foley che lo stesso anno comincia a giocare nella squadra con la quale rimarrà per sempre indissolubilmente legato: il Munster.
Foley non ci mette molto ad ottenere un posto da titolare e dopo qualche anno arrivano dapprima le prime amare sofferenze e in seguito i primi successi. Infatti Foley è il protagonista del Munster che per due edizioni della Heineken Cup, il campionato europeo per Club, perde in finale contro il Northampton al tempio del Twickenham per 9-8 davanti a 68.000 spettatori nel 2000 e contro il Leicester al Millennium Stadium di Cardiff per 15-9 davanti a più di 75.000 spettatori.
Una piccola rivincita arriva nel 2002-2003 quando il Munster si impone nella seconda edizione della Celtic League vincendo il titolo.
Lo stesso anno Foley viene convocato per partecipare ai mondiali in terra australiana dove la nazionale irlandese conquista l’accesso alla fase ad eliminazione ma viene sconfitta da un’ottima Francia che a Melbourne si impone per 43-21.
La vera rivincita per Foley arriva nel 2006 quando, ormai diventato capitano del Munster, trascina la sua squadra in finale di Heineken Cup e il 20 Maggio, in quello stesso Millennium Stadium che 4 anni prima lo aveva visto perdente, riesce a sconfiggere i francesi del Biarritz per 23-19 proclamandosi campioni d’Europa.
Continua a giocare in nazionale fino al 2005 quando, alla fine di Galles-Irlanda (persa 32-20), appende gli scarpini della nazionale al chiodo; dopo tre anni nel 2008 abbandona anche il rugby dei club, ma il cuore di Foley è troppo legato a Munster, infatti torna nel 2011 come preparatore degli avanti e nel 2014 Foley diventa allenatore della prima squadra.
L’avventura è durata troppo poco, ma quella di Foley è stata una carriera importante incoronata dal riconoscimento dell’European Rugby Cup che lo inserisce nel 2010 nel “Dream Team” degli ultimi 15 anni.
Una carriera stroncata troppo presto sicuramente che però non ci farà scordare della sua brillante vita da giocatore e da uomo vissuta sul campo da rugby con la squadra che amava e dalla quale non si è mai separato, si è spento come vorrebbero tutti gli artisti: facendo ciò che gli piace. Sicuramente il Munster contro il Racing 92 avrà delle motivazioni in più per vincere e un sedicesimo uomo in più sul campo perché ricordate:” un rugbista non muore, passa la palla”.

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