Italia-All Blacks i convocati da mister O’Shea

Pubblicato il autore: matteo pietrosante Segui

ParisseIn vista del test match del 12 Novembre che vedrà impegnate la formazione italiana contro gli  All Blacks campioni del mondo, Mister O’Shea a diramato la lista dei trenta convocati che prenderanno parte ai due raduni del 23-26 Ottobre e quello del 30 fino al due di Novembre. La squadra si riunirà al centro sportivo “Giulio Onesti” dell’Acqua Acetosa e preparerà un test match contro la squadra attualmente più forte del mondo, basti pensare che nel ranking mondiale la nazionale neozelandese è a 7 punti dall’Inghilterra seconda in classifica. Per questa sfida Mister O’Shea ha deciso di convocare:

FLANKER: Simone Favaro (Glasgow Warriors, 30 caps), Maxime Mata Mbanda (Zebre Rugby, 2 caps), Francesco Minto (Benetton Treviso, 28 caps), Sergio Parisse (Stade Francais, 119 caps), Andries Van Schalkwyk (Zebre Rugby, 5 caps), Alessandro Zanni (Benetton Treviso, 99 caps). Mediani di mischia: Giorgio Bronzini (Benetton Treviso, esordiente), Edoardo Gori (Benetton Treviso, 53 caps), Marcello Violi (Zebre Rugby, 2 caps)

PRIMA LINEA: Pietro Ceccarelli (Zebre Rugby, 4 caps), Lorenzo Cittadini (Aviron Bayonnais, 50 caps), Simone Ferrari (Benetton Treviso, esordiente), Andrea Lovotti (Zebre Rugby, 8 caps),Sami Panico (Patarò Calvisano, 3 caps). Tallonatori: Ornel Gega (Benetton Treviso, 5 caps), Leonardo Ghiraldini (Stade Toulousain, 81 caps)

SECONDE LINEE:  George Fabio Biagi (Zebre Rugby, 8 caps), Joshua Furno (Zebre Rugby, 36 caps), Marco Fuser (Benetton Treviso, 13 caps), Quintin Geldenhuys (Zebre Rugby, 66 caps)

TREQUARTI:Tommaso Allan (Benetton Treviso, 24 caps), Carlo Canna (Zebre Rugby, 12 caps), Tommaso Benvenuti (Benetton Treviso, 34 caps), Tommaso Boni (Zebre Rugby, 1 cap), Andrea Buondonno (Benetton Treviso, esordiente), Michele Campagnaro (Exeter Chiefs, 25 caps), Angelo Esposito (Benetton Treviso, 7 caps), Luke Mclean (Benetton Treviso, 81 caps), Edoardo Padovani (Zebre Rugby, 3 caps), Leonardo Sarto (Glasgow Warriors, 30 caps)

Sicuramente il lavoro del mister irlandese verterà su quelli che nello scorso Six Nations e nel tour estivo si sono rilevati i punti deboli:
la velocità di manovra, la precisione nei calci piazzati e la spinta in mischia.
Sarà essenziale per l’Italia affrontare la sfida con intelligenza cercando di basare il gioco su una difesa attenta che serri le linee per poi poter sfruttare le poche disattenzioni degli All  Blacks per poter conquistare palla ed avviare l’azione a campo aperto. Essenziale per l’equilibrio della squadra il rientro di Sergio Parisse, il capitano azzurro infatti rimane il giocatore a nostro parere tecnicamente più forte e che svolge un ruolo fondamentale sul campo ed anche nello spogliatoio, oltre ad essere il giocatore di calibro internazionale più riconosciuto dal panorama rugbistico mondiale.
Il Mister irlandese però può contare su una generazione giovane che già da qualche anno sta dimostrando il suo valore e conta i nomi di Sarto,Benvenuti e Boni.
Specialmente Benvenuti negli ultimi incontri internazionali  si è rivelato decisivo segnando svariati punti nel Six Nations e dimostrandosi all’altezza della maglia azzurra anche nella fase difensiva.
La speranza del pubblico italiano è che O’Shea abbia concentrato gli sforzi in allenamento anche sui calci piazzati poiché a differenza di nazionali che hanno da anni un calciatore fisso e indispensabile, vedesi Alph Penny per il Galles e prima ancora Wilkinson per l’Inghilterra, l’Italia ha sempre fatto fatica a trovare un titolare i quel ruolo sperimentando negli anni rugbisti come Mirco Bergamasco, Luciano Ortega e in ultima istanza Allan, sembra però per tutti e tre che il ruolo di calciatore non gli sia stato disegnato addosso per questa più di una volta non siamo riusciti a trasformare calci piazzati e realizzazioni post-meta.
Insomma non sarà facile per gli azzurri tenere testa ai campioni neozelandesi, ,che nell’ultima sfida contro il Sudafrica hanno ottenuto la loro diciattesima vittoria consecutiva, ma il rugby italiano, che ancora fa fatica ad affermarsi nelle massime sfere del rugby mondiale, ha bisogno di buone prestazioni e di dimostrare che anche il rugby nostrano ha la maturità per mettere in difficoltà una squadra di “mostri sacri” come gli All Blacks.

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