Italia a pezzi, O’Shea corre ai ripari

Pubblicato il autore: Nello Simonetti Segui

RUGBYItalia a pezzi, ma stavolta la disfatta contro la Nuova Zelanda non c’entra. Certo, il 10-68 patito nella sfida con gli All Blacks non ha certo fatto bene al morale degli azzurri, nonostante le riflessioni positive (forse più di facciata che di reale convinzione) esternate comunque dal commissario tecnico O’Shea al termine del match, ma l’Italia a pezzi lo è anche dal punto di vista numerico, al punto che lo stesso O’Shea è stato costretto a nuove convocazioni per integrare l’organico. La disfatta dell’Olimpico infatti, ha portato in dote anche ben quattro giocatori usciti malconci dalla sfida e le cui condizioni saranno valutate in giornata. Si tratta di Leonardo Ghiraldini, Andrea Lovotti, Maxime Mbandà e Angelo Esposito. Da qui la necessità di procedere ad ulteriori convocazioni affinchè a questa Italia a pezzi si possano apportare nuove risorse. Si aggiungeranno quindi al gruppo in raduno il tallonatore Tommaso D’Apice (11 caps, Zebre), il pilone Nicola Quaglio (esordiente, Benetton) e il flanker Marco Barbini (2 caps, Benetton). Il bollettino degli infortunati non è dei più incoraggianti, i primi esami post partita non avevano dato indicazioni molto positivo sulle condizioni dei quattro, anche per questo, immediate, sono arrivate le nuove convocazioni. Lovotti deve fare i conti con una contusione alla cartilagine costale, Ghiraldini con una distorsione all’arco plantare, Mbandà accusa una distorsione caviglia, mentre per Esposito si parla di una contusione acromion claveare (spalla). Connor O’Shea, nel pomeriggio, alla ripresa degli allenamenti, proverà a fare il punto della situazione, nella speranza di ritrovare un’Italia a pezzi, ma non troppo in vista della sfida con il Sudafrica di sabato a Firenze. Gli africani sono stati battuti per 37-21 dall’Inghilterra a Twickenham ed ora cercano il riscatto nella gara contro gli azzurri. Troveranno un’Italia a pezzi, ma non certo rassegnata al peggio. Connor O’Shea ha minimizzato la disfatta patita sabato all’Olimpico, un po’ per non alimentare all’interno dello spogliatoio un senso di depressione troppo accetuato, molto pure perchè crede nelle potenzialità di una squadra che non poteva certo trovare contro lo squadrone neozelandese le risposte che cercava: “Abbiamo fatto tanti errori, lo so – ha affermato al termine del match -, ma voglio guardare al futuro e se quello di oggi è il nostro punto di partenza, andremo molto lontano. Siamo persone molto competitive, non ci piace perdere, ma io vedo sempre il bicchiere mezzo pieno“. Dopo la partita in programma a Firenze contro il Sudafrica, la Nazionale sarà di scena a Padova, allo stadio Euganeo, sabato 26 novembre contro Tonga, nell’ultimo match che chiuderà questo trittico di incontri previsti in questo mese. Anche quello sarà un buon test per valutare le effettive ripercussioni della batosta di sabato. L’Italia a pezzi solo numericamente, non certo nella convinzione e nell’entusiasmo. Almeno questo è l’auspicio del commissario tecnico, che chiede ai suoi, in un momento particolarmente complicato, la giusta reazione, che dia seguito alle parole di fiducia da lui espresse dopo la disfatta. Ma la Nuova Zelanda non può fare testo, considerando l’oggettivo divario, Sudafrica e Tonga saranno dunque gli esami più attendibili per capire lo stato di valutare della squadra

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