“Italia fuori dal Sei Nazioni”, parola di Woodward, ex ct dell’Inghilterra: “Ci vogliono i playoff”

Pubblicato il autore: Luca Santoro Segui

Un momento di Italia-Irlanda del Sei Nazioni 2017, match perso dagli azzurri. Rischiamo in futuro di vedere l’Italia fuori dal Sei Nazioni?


Italia fuori dal Sei Nazioni
, non merita il suo posto tra le grandi: così ha tuonato Sir Clive Woodward, ex ct dell’Inghilterra che il XV azzurro sfiderà questa domenica a Twickenham (e che SuperNews seguirà live: appuntamento sul nostro sito il 26 febbraio dalle ore 16).
Secondo il tecnico artefice della vittoria della sua Nazionale alla Coppa del Mondo di Rugby 2003 le prestazioni dell’Italia non sono degne di un torneo di prego come il Sei Nazioni per via della scorsa costanza di risultati: è troppo lontano il ricordo di quel XV degli anni 90, asserisce Clive Woodward in una serie di dichiarazioni riportate dal Daily Mail, che si distingueva per le sue motivazioni e lo spirito guerriero dei rugbisti azzurri.

L’Italia fuori dal Sei Nazioni: ecco perché

La Nazionale Italiana Rugby attualmente langue all’ultimo posto della classifica (zona cucchiaio di legno) del Sei Nazioni con un poco invidiabile parziale di zero punti nonostante da questa edizione il sistema di punteggio sia più generoso: peccato che la nostra differenza tra punti realizzati e subiti registri un passivo di -79: un abisso.
Ecco allora le parole al vetriolo (eccessive? realistiche?) di Sir Woodward: “L’Italia fuori dal Sei Nazioni perché è troppo fragile ed autoindulgente“, mancano traguardi ed obiettivi, un visione ad ampio raggio e di largo respiro (immaginiamo che il ct dell’Inghilterra conosca lo stato in cui versa il nostro campionato).
Secondo l’ex tecnico l’Italia si è troppo adagiata sugli allori per via di una formula che le garantisce un posto sicuro nella élite continentale. Urge una crescita, una terapia d’urto per arrestare il declino azzurro e per ritrovare quella fame di risultati, di vittorie e ambizioni che contraddistingueva, continua Woodward, l’Italia dei fratelli Cuttitta, di Massimo Giovanelli, Carlo Checchinato e Diego Dominguez. E non aiuta il fatto che il ct Conor O’Shea sia stato eccessivamente caricato, a parere del collega inglese, di responsabilità dal momento che è il coordinatore di tutto il movimento nazionale. Per Sir Woodward O’ Shea dovrebbe occuparsi solamente della sua Nazionale maggiore, mentre i compiti organizzativi e manageriale dovrebbero spettare ad altri all’interno della Federazione.
Che fare quindi in prospettiva di una Italia fuori dal Sei Nazioni?  L’ex ct dell’Inghilterra propone una idea che da un po’ di tempo si sta facendo strada, ovvero introdurre la formula dei play off  tra l’ultima classificata del Sei Nazioni e la testa di serie del Rugby Europe International Championship, una specie di anticamera del torneo maggiore.
In quest’ultima competizione la mattatrice è la sorprendente Georgia, spesso in testa alla classifica, e da più parti si auspica che lo Stato caucasico possa salire di livello, occupando il posto che l’Italia difende non proprio benissimo. Questa idea è stata rilanciata dall’ex ct dell’Italrugby Nick Mallett, che alla Bbc fa eco a Sir Woodward esprimendo la sua contrarietà ad un sistema di nazionali chiuso, tipo franchigia, che rischia di “distorcere la competizione“: situazione che si potrebbe raddrizzare con l’Italia fuori dal Sei Nazioni. E consiglia così ai suoi azzurri di uscire con dignità dal torneo, e anche dalla sfida di domenica con l’Inghilterra.

 

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