22 marzo 1997, l’alba della Nazionale italiana di rugby

Pubblicato il autore: Simone Del Latte Segui

22 marzo 1997
Stade Lesdigueres, 22 marzo 1997. Cade oggi il ventennale della memorabile impresa di Grenoble, pietra miliare della storia del rugby azzurro. L’Italia del rugby supera di 8 lunghezze la Francia reduce dalla vittoria del Cinque Nazioni con tanto di Grande Slam. 40 a 32 l’esito finale di quello splendido romanzo firmato dai nostri “15 titani” (come titolerà la Gazzetta dello Sport). Si dovranno attendere altri 14 anni prima di un nuovo successo italiano sui Francesi. Andando contro ogni pronostico, gli Azzurri vincono la Coppa FIRA coronando un anno che si era già aperto con la vittoria sull’Irlanda 37 a 29 il 4 gennaio al Lansdowne Road. Due successi determinanti che permisero alla nostra Nazionale di entrare a far parte del Sei Nazioni a partire dall’edizione del 2000.

Una data da celebrare per i giocatori di ieri, oggi e domani e per tutti coloro che hanno un’identica passione nel cuore e nella testa: il rugby. Nella stessa occasione l’Italia sconfigge per la prima volta i cugini transalpini e conquista il suo primo e tutt’ora unico trofeo internazionale. La sua importanza si legge nelle lacrime versate dal capitano Massimo Giovanelli e dal veterano Paolo Vaccari al termine della partita al microfono di un Antonio Raimondi versione “slim”, qualche chilo e anno fa, all’epoca ancora in contumacia di Vittorio Munari. In tre mesi gli Azzurri hanno dimostrato di essere in grado di battere non solo l’ultima squadra del Cinque Nazioni, ma anche la più forte, lanciando un chiaro e inequivocabile messaggio al mondo degli appassionati di rugby. Il loro ingresso nel Torneo verrà ratificato il gennaio dell’anno successivo.

Sono trascorsi vent’anni da allora e di momenti come quelli del 1997 ne sono giunti pochi. Fa male dirlo, troppe sconfitte e il trend è cambiato. Ogni tanto una vittoria, poche ma roboanti. Eppure Giovanelli, Francescato, Vaccari e i loro compagni di squadra non possono essere biasimati per le mancanze dei loro successori. Il 22 marzo 1997 era il loro giorno dei giorni e rimane uno dei più cari nella memoria di tutti.

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