Rugby, giovane arbitro spiata mentre fa la doccia: 15 mesi di stop per 3 minorenni

Pubblicato il autore: Simone Del Latte Segui

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Roma
, Stadio Tre Fontane. La partita tra Legio Invicta e L’Aquila Rugby valevole per il campionato under 16 si è conclusa, ma continuano a piovere sanzioni disciplinari, anche se non si tratta di penalità rugbistiche. Tre ragazzi della selezione romana di rugby sono stati sorpresi a spiare l’arbitro Maria Clotilde Benvenuti, 18 anni, nel suo spogliatoio mentre stava facendo la doccia. Muniti di cellulare, i giovani atleti erano intenzionati ad ottenere foto e video intimi, ma hanno ottenuto solamente una squalifica di 15 mesi da parte del giudice sportivo del comitato regionale laziale. La vicenda è stata riferita da un articolo online apparso su Il Messaggero, mentre a segnalare l’accaduto è stato lo stesso direttore di gara, sorella minore di Maria Beatrice Benvenuti, ospite consueto a DMAX durante il Sei Nazioni 2017, anch’essa arbitro e anch’essa vittima di un’aggressione lo scorso 11 dicembre, quando durante un incontro di Serie A tra Valsugana e Vicenza è stata placcata alle spalle inopinatamente. Questo è il video del gesto irriflessivo:


Il giovane fischietto ha riferito minuziosamente i dettagli dell’episodio nel referto di gara, sottolineando che si è trattato di un “ripetuto e doloso tentativo di riprendere con un telefonino l’arbitro mentre era nuda a farsi la doccia, arrampicandosi sul muro divisorio degli spogliatoi, alto 4/5 metri.” Trattandosi di una circostanza particolare, non prevista dai codici di giustizia sportiva, né tanto meno dal regolamento di rugby, il giudice sportivo si è potuto esprimere solamente sulla base del resoconto fornito da Maria Clotilde Benvenuti, rubricando il caso come aggressione nei confronti del direttore di gara. Entrambi convengono che “l’intento era quello di divulgare su internet immagini scabrose.”
Si prevedono 15 mesi di squalifica per i tre giovani giocatori, una punizione che è stata però contestata dal direttore sportivo della Legio Invicta Roberto Barillari, secondo cui “quel gesto poteva essere considerato un atto ingiurioso nei confronti dell’arbitro, punito meno severamente.” La società starebbe valutando un eventuale ricorso contro la decisione del giudice sportivo per mitigare quella che, ai loro occhi, equivarrebbe ad una radiazione dalla pratica sportiva per un ragazzo.

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