Rugby, arrivano le smentite per il calo di partecipanti in Australia

Pubblicato il autore: Simone Del Latte Segui

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Lo scorso 20 marzo la compagnia di market reasearch Roy Morgan ha segnalato un calo di partecipanti (uomini, donne e bambini di età superiore ai 14 anni) alla pratica sportiva del rugby a 15 del 63 % in Australia, sottolineando che il numero delle adesioni è precipitato da 148 000 a 55 000 nel periodo compreso tra il 2011 e il 2016. La notizia, dopo aver rimbalzato in tutto il Paese e anche oltreconfine, è atterrata sulla scrivania di Brett McKay, giornalista del website australiano The Roar, ed è subito diventata spunto per un suo articolo di smentita. McKay sostiene che nel solo Queensland ci sono non meno di 21 000 ragazze che giocano a rugby. Se prestassimo fede ai dati riportati da Roy Morgan rimarrebbero allora appena 34 000 partecipanti distribuiti nel resto dell’isola. Numeri in controtendenza con il rapporto annuale della Commissione Australiana dello Sport stilato lo scorso dicembre, il quale riferisce che almeno 70 000 Australiani di età superiore ai 15 anni giocano a rugby almeno una volta a settimana, mentre sono circa in 117 000 coloro che indossano gli scarpini una volta al mese. Altre obiezioni provengono dalla Federazione Australiana di Rugby Union. In particolare Andrew Larratt, General Menager of Community Rugby and Strategy, afferma che “le statistiche riportate da Roy Morgan non sono suffragate da nessun’altra ricerca e sono fortemente respinte da parte dell’ARU.” La Federazione è pronta ad ammettere un calo di partecipazioni in anni recenti, ma stando alle cifre raccolte nel 2016 si aggirerebbe intorno all’8 %, non al 63 %.

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