Rugby Sei Nazioni, i migliori XV della terza giornata

Pubblicato il autore: Simone Del Latte Segui

Rugby Sei Nazioni i migliori XV

La terza giornata di Sei Nazioni si è conclusa mantenendo la classifica quasi inalterata. In cima a quota 13 punti troviamo ancora l’Inghilterra, il cui sogno di ripetersi per il secondo anno di fila nel Grande Slam è sempre più realistico. Per la terza volta dall’inizio del torneo gli Inglesi portano a casa il risultato giocando obiettivamente male ma rimontando gli avversari nel punteggio, dimostrando una concentrazione in campo e una forma atletica davvero invidiabili. Sorridono in casa anche Irlanda e Scozia. Gli Irlandesi sono ancora lontani dal loro meglio, ma restano aggrappati al secondo posto con la possibilità di scavalcare gli Inglesi nel big match che chiuderà la competizione sabato 18 marzo, mentre la Scozia, storicamente e numericamente il Paese meno rappresentato dai Lions, continua ad indurre Warren Gatland ad una seria riflessione sulla lista dei propri convocati per il tour di quest’estate. Perdono e senza punto di bonus tutte e tre le squadre in trasferta: il Galles e la Francia rimangono appaiate a 5 punti e sono verosimilmente estromesse dalla corsa al titolo, mentre chiude infine la classifica la sola Italia a 0 punti che risponde però positivamente alle critiche di coloro che la vorrebbero fuori dal Sei Nazioni, in virtù di un ottimo primo tempo a Twickenham.

I migliori XV del finesettimana di rugby Sei Nazioni ruolo per ruolo

Leggi anche:  Rugby Peroni Top10, 10a giornata: Valorugby e Petrarca rosicchiano un punto alla capolista Rovigo

15. Stuart Hogg (Scozia): eletto miglior giocatore del torneo la scorsa edizione, l’estremo dei Glasgow Warriors è seriamente candidato a riconfermarsi per il ruolo di MVP del Sei Nazioni anche quest’anno. Micidiale in campo aperto, Hogg è il pericolo numero uno per le difese avversarie nei calci di profondità.

14. Eliot Daly (Inghilterra): il suo apporto è stato fondamentale domenica scorsa a Twickenham contro l’Italia, segnando la meta che ha allontanato la minaccia azzurra. Daly continua inoltre ad essere impiegato con una certa costanza nei calci piazzati dalla lunga distanza.

13. Michele Campagnaro (Italia): alla prima da titolare in quest’edizione non delude tifosi ed allenatore. La sua meta di potenza travolgendo George Ford e spiazzando Mike Brown è stato uno dei momenti memorabili del weekend.

12. Alex Dunbar (Scozia): continua a brillare sia in fase offensiva sia in fase difensiva. Contro il Galles in particolare è stato protagonista di tre importanti turnover che lo collocano al primo posto in classifica per palle rubate.

11. Tim Visser (Scozia): il suo placcaggio alla bandierina su Rhys Webb è stato cruciale tanto quanto la sua meta che ha spento definitivamente le speranze di rimonta gallesi, portando i suoi oltre il break a meno di un quarto d’ora dal termine del match.

Leggi anche:  Rugby Peroni Top10, 10a giornata: Valorugby e Petrarca rosicchiano un punto alla capolista Rovigo

10. Jonathan Sexton (Irlanda): non giocava dallo scorso 20 gennaio ma non si direbbe. Gestisce e controlla il corso della gara in maniera magistrale e non delude dalla piazzola. E’ il vero fulcro attorno al quale ruota la squadra di Schimdt.

9. Conor Murray (Irlanda): sigla la prima meta della partita in tuffo oltre le maglie blu del pacchetto di mischia avversario e mette enormemente in difficoltà la Francia con il piede. Murray continua a consolidare la sua posizione all’interno di un’ipotetica rosa dei Lions.

8. Sergio Parisse (Italia): inestimabile la sua grinta nel portare sempre avanti i palloni così come il valore del suo bagaglio tecnico. Anima e cuore dell’Italia a Twickenham, modello intramontabile di rugby per le generazioni future.

7. Hamish Watson (Scozia): è partito dalla panchina ma è stato chiamato in campo fin da subito per sostituire il compagno di reparto John Hardie. Watson è stato immenso nei secondi 40 minuti causando innumerevoli problemi ai Gallesi nel breakdown, forzando due turnover.

6. CJ Stander (Irlanda): dopo la tripletta a Roma, Stander è stato artefice di un’altra prova di spessore contro la Francia, con tre lanci vinti in rimessa laterale, ma soprattutto con il maggior numero di placcaggi effettuati e di cariche eseguite del match (23).

Leggi anche:  Rugby Peroni Top10, 10a giornata: Valorugby e Petrarca rosicchiano un punto alla capolista Rovigo

5. Richie Gray (Scozia): difficile dire chi fosse stato il migliore tra lui e il fratello in seconda linea. Il computo di placcaggi e di metri percorsi leggermente più alto garantisce però il primato al più giovane dei fratelli Gray.

4. Joe Lanchbury (Inghilterra): contro l’Italia è stato eccellente in mischia chiusa e soprattutto dopo l’intervallo in alcune cariche decisive per la vittoria inglese. Il proverbiale duro lavoro paga e gli è valso la nomina di man of the match a fine gara.

3. Tadhg Furlong (Irlanda): imprescindibile nel breakdown e nel portare avanti i palloni, Furlong è una delle sorprese di questa Irlanda. Se continua a mantenere alta la soglia delle sue performance arriverà senza dubbio anche per lui la chiamata per il tour dei Lions.

2. Guilhem Guirado (Francia): il tallonatore francese ha guidato ancora una volta i Blues dando l’esempio da capitano, sebbene i suoi compagni non siano stati all’altezza della prestazione richiesta.

1. Andrea Lovotti (Italia): contro l’Inghilterra è stato il secondo placcatore in termini quantitativi. La mischia italiana ha oscillato tra momenti di supremazia e fasi problematiche, ma quelle vinte sono state la chiave per gli Azzurri per rimanere vivi in partita fin quando hanno potuto.

  •   
  •  
  •  
  •