Super Rugby, Western Force a rischio estinzione, ma perché proprio loro?

Pubblicato il autore: Simone Del Latte Segui

Western Force
Da 18 a 15 squadre nel Super Rugby:
 l’organizzazione SANZAAR ha espresso il desiderio di restringere il format del torneo per rendere gli incontri più competitivi e stimolanti. Se alla fine si dovesse realmente decidere di immolare tre franchigie la scelta più ovvia ricadrebbe su quelle più vulnerabili, dentro e fuori dal campo. In quest’ottica le squadre più a rischio sarebbero tre australiane (i Western Force, i Melbourne Rebels e i Brumbies) e due sudafricane (probabilmente i Cheetahs e i Southern Kings), ma soltanto la squadra di Perth è quella che espone più di tutte il capo alla ghigliottina della SANZAAR. Giovedì 6 aprile si terrà un incontro per decidere il fato dei Western Force, ma come mai proprio su di loro pende la proverbiale spada di Damocle?

Al netto delle loro undici stagioni in Super Rugby, i Western Force hanno terminato la loro avventura nel torneo nelle ultime tre posizioni in classifica in ben sei occasioni, mentre non hanno mai disputato una finale (e guardano i loro ultimi risultati è probabile che il trend si riconfermi anche quest’anno). Ciononostante i Western Force godono di un buon settore giovanile e in passato hanno formato rugbisticamente giocatori del calibro di Matt Gitaeu, Drew Mithcell, James O’Connor, Nathan Sharpe, David Pocock e Nick “Honey Badger” Cummins. La formazione del 2017 ospita inoltre due Nazionali con la maglia Wallabies: l’estremo/ala Dane Haylett-Petty e la seconda linea Adam Coleman, senza dimenticarci delle giovani promesse del rugby australiano Kyle Godwin, Luke Burton, Ross Haylett-PettyNick Jooste. Il problema dei Western Force è riuscire a trattenere questi talenti, offrendo loro le stesse opportunità di quelle garantite dalle franchigie della costa orientale. Recentemente infatti Godwin e Jooste hanno già abbandonato i loro compagni e si sono uniti ai Brumbies.

In assenza di investimenti adeguati provenienti dalla Federazione Australiana di Rugby Union e dalle aziende private dislocate nell’ovest dell’isola, la dirigenza di Perth si vede costretta ogni anno a far quadrare il bilancio della franchigia, con conseguenze a scapito del valore del roster, che va via via sempre più scemando. Intanto nella giornata di ieri, dispetto a coloro che li considerano un corpo estraneo al Super Rugby, i Western Force hanno annunciato un accordo biennale con Fortescue Metals, ma la nuova sponsorship sarà da interpretare come un buon auspicio per il futuro o come un ultimo disperato tentativo di dimostrare la vitalità del collettivo?

In settimana la Rugby Union Players Association ha lanciato una petizione, chiamata “Stronger in five”, che mira a sensibilizzare l’opinione pubblica sulla necessità di preservare tutte e cinque le franchigie australiane, presagendo un “danno permanente” al gioco qualora il Super Rugby verrà ridimensionato. Purtroppo però la sfera pubblica degli appassionati di rugby non è uno spazio deliberativo, si limita a legittimare o a togliere legittimità alle decisioni della SANZAAR, ma non è il voto. Quest’ultimo verrà espresso giovedì 6 aprile e soltanto allora ci sarà dato conoscere il destino della squadra di Perth.

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