Rugby, pronti 100 milioni di dollari in Cina per scalzare il calcio

Pubblicato il autore: Simone Del Latte Segui

rugby

Da sport di nicchia a sport emergente, fino a rivaleggiare persino col calcio. Questa è l’ambizione del gigante dell’e-commerce Alibaba che prevede di investire oltre 100 milioni di dollari nel rugby in Cina per il prossimo decennio, istituendo leghe professionistiche maschili e femminili e cercando di allargare la base di diffusione del rugby fino ad almeno un milione di partecipanti. Più che un’ambizione, un sogno per tutti coloro che prediligono la palla ovale a quella sferica, una quota minoritaria di appassionati sparsi per una Nazione che, come molte, esulta soprattutto quando la rete si gonfia.

Wang Liwei, presidente della Chinese Rugby Football Association, sostiene che occorrerebbero diversi anni per avvalorare un solido progetto di coinvolgimento di massa del rugby in Cina ma che, dato il potenziale demografico del Paese, sarebbe possibile. Come ogni progetto che si rispetti, tutto comincia dalle fondamenta: “siamo ancora nella fase iniziale. Speriamo di riuscire a rendere il rugby più popolare in Cina un domani, magari quanto la Super League” – la massima competizione calcistica cinese ndr -, ha dichiarato Wang lo scorso 6 aprile in occasione dell’Hong Kong 10s, l’annuale torneo internazionale di rugby a 10 che ha luogo nella capitale finanziaria del Paese del Dragone.

Servirebbero degli investimenti per compiere quel salto di qualità atteso, quella spinta verso il progresso che il calcio ha già compiuto nel corso dell’ultimo decennio quando i club cinesi più importanti hanno cominciato a rompere i propri salvadanai per lusingare giocatori e tecnici di calibro mondiale, come Marcello Lippi, Fabio Cannavaro e Graziano Pellè (giusto per rimanere in ambito azzurro). Condizione però necessaria ma non sufficiente per promuovere il rugby su vasta scala, poiché al momento in Cina latitano quelli che sono sempre stati due tradizionali punti di forza del calcio: un seguito e una struttura di leghe e campionati diffusa in maniera capillare sul territorio. In una Nazione di circa 1,3 miliardi di abitanti, infatti, risultano essere iscritti appena 1000 giocatori tesserati, troppo pochi per competere con la concorrenza del football americano che pure sta bussando alla porta della Cina.

Get Into Rugby

L’organizzazione Wolrd Rugby ha recentemente varato il programma Get Into Rugby, il quale mira ad accrescere la partecipazione del rugby in tutto il mondo, con un occhio di riguardo nei confronti dei Paesi emergenti. Wang Liwei si è espresso a favore del progetto, intravedendone un’ottima opportunità per stimolare l’interesse soprattutto tra gli studenti cinesi. “La nostra fanbase è piccola, ma credo che la maggior parte del sostegno possa giungere dai giocatori stranieri e dagli studenti universitari.” Un ulteriore incentivo può inoltre provenire dai prossimi Mondiali di Rugby che si terranno nel vicino Giappone nel 2019. Il Paese del Sol Levante, infatti, vanta una storia rugbistica più datata e una buona riuscita dell’evento potrebbe servire da esempio ai loro dirimpettai sul continente.

Le ultime parole spese dal presidente della Chinese Rugby Football Association sono di ringraziamento e sono rivolte ai genitori, i quali secondo Wang stanno progressivamente permettendo ai propri figli di praticare il rugby, nonostante le ovvie preoccupazioni per il rischio infortuni. “Al di là della loro apprensione per lo scontro fisico, i genitori hanno capito che solo attraverso lo sport e la competizione i bambini possono sviluppare lo spirito di squadra e fare amicizia.”

  •   
  •  
  •  
  •