Rugby, “Will Skelton è 140 kg di inutilità”: così Chris Rattue

Pubblicato il autore: Simone Del Latte Segui

Skelton

Il 4 aprile 2017 i Saracens hanno ufficializzato il ritorno in Inghilterra della seconda linea australiana Will Skelton. Il 24enne nativo di Auckland (NZ), che già nel dicembre 2016 aveva firmato un contratto a breve termine con il club londinese, disputando sette incontri tra campionato inglese e European Rugby Champions Cup senza però marcare alcun punto, abbandonerà i Waratahs al termine della corrente stagione di Super Rugby e farà così ritorno tra le fila dei Saracens. Ad attenderlo un contratto biennale, oltre che tutto il calore della sua nuova squadra. “Saracens are delighted to announce that Australian international forward Will Skelton will re-join the Club on a permanent deal” recita il comunicato stampa proveniente dal sito web del club con sede a Londra (trad.: “I Saracens sono lieti di annunciare che il giocatore di mischia Will Skelton ritornerà con il Club con un contratto permanente”).

Di un altro avviso e di differenti toni è invece Chris Rattue, opinionista autorevole per il New Zeland Herald, che ha definito Skelton “140 kg di inutilità”. Rattue, mai esitante nell’esprimere i suoi punti di vista, considera il giovane rugbista “un altro Wallabie perdente” poiché, pur avendo un buon potenziale, non ha colto l’occasione di rimanere in patria per continuare a fornire il suo apporto alla Nazionale australiana, che da anni è alla ricerca disperata di giocatori di potenza in mischia. Parafrasando liberamente la celebre massima di John F. Kennedy, Skelton è quel tipo di giocatore che si chiede cosa possa fare una squadra per lui, invece di cosa possa fare lui per una squadra.

Rattue sostiene che il valore del rugby australiano dipenda molto dai risultati in campo ottenuti dai Wallabies e, da che mondo è mondo, il sistema e la cultura sono i migliori mezzi per raggiungere i traguardi. La Nazionale australiana, infatti, per centrare obiettivi ambiziosi ha bisogno di giocatori, prima ancora che di talento, con orgoglio, determinazione, impegno e disponibilità al sacrificio. Rattue cita inoltre due esempi virtuosi antitetici a Skelton: Richie McCaw, il quale, per quanto lautamente stipendiato in Nuova Zelanda, non ha mai pensato di abbandonare il proprio Paese alla ricerca di maggiori soddisfazioni economiche in Europa, e l’attuale capitano della Nazionale australiana Stephen Moore (117 caps con la maglia dei Wallabies).

“L’idea che la forza delle squadre locali determini automaticamente il valore della Nazionale maggiore è ridicola”, dice Chris Rattue, “ma servono persone speciali per superare i problemi e i Wallabies avranno bisogno di trovarne di più.” E invece Will Skelton si è dimostrato essere l’ennesima promessa infranta, come quella stella che brilla flebilmente nell’angolo più remoto del cielo, dalla quale ci si aspetta che un domani esploda in una deflagrazione luminosa, salvo poi spegnersi e venir dimenticata da tutti.

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