Rugby, unire i playoff di Pro12 e di Premiership? Ecco la proposta di Paul Rees

Pubblicato il autore: Simone Del Latte

Pro12

Il 2016/2017 verrà ricordato come l’anno in cui i calendari di rugby dei principali campionati europei sono stati allineati e procedevano di pari passo. Le stagioni regolari di Guinness Pro12, Aviva Premiership e Top 14, infatti, si concluderanno tutte questo finesettimana. Ognuna delle tre leghe prevede un sistema di playoff che eleggerà la squadra campionessa in base ai risultati ottenuti nelle prossime due settimane. Quattordici giorni per riscrivere la storia della competizione che gli otto mesi di regular season ci hanno tramandato. Senza questo format, ad esempio, la Premiership inglese si sarebbe chiusa quest’anno con un triello tra Wasps, Exeter e Saracens, con quest’ultimi a – 2 dai primi due (entrambi primi a pari merito a quota 79), mentre in Pro12 avremmo assistito ad un braccio di ferro tra il Leinster, primo del campionato forte dei suoi 84 punti, e il Munster che tallona i Dubliners avanti di 3 lunghezze in classifica.

I playoff sono stati introdotti in Premiership nel 2002/2003 per venire incontro a quei club che per tre mesi stagionali (più di un terzo del calendario) venivano privati dei loro giocatori internazionali, prestati alla nazionale inglese in occasione dei test match autunnali e del Sei Nazioni primaverile. Inutile dire che al momento della sua adozione, il sistema non raccolse grandi entusiasmi. I London Wasps, infatti, vinsero le prime tre finali, sconfiggendo ogni volta la squadra che concluse la stagione regolare da prima, dando così prova di quanto aggredire al momento giusto l’avversario sia un precetto più incisivo della consistenza e della continuità in campionato. E infatti, consapevoli di ciò, i quattro volte campioni Ospreys, seppur a 15 punti dal Leinster primo, quest’anno parteciperanno comunque ai playoff di Guinness Pro12 e lo faranno puntando al loro quinto titolo, trasformandosi da maratoneti che sono stati nei precedenti otto mesi in centometristi.

Ma perché non avere, invece, una fase finale tra le migliori due squadre di Pro12 e di Premiership? A suggerire l’idea è Paul Rees, giornalista per The Guardian. Rees, pur riconoscendo i limiti della sua proposta (la volontà dei vertici della Premiership di estendere di un mese la durata del campionato, oltre al fatto che i playoff sono una vera e propria miniera d’oro per i fatturati dei club e delle Federazioni), è convinto che un legame tra le due leghe aumenterebbe sia la concorrenza per la maglia dei Lions sia il prestigio della finale di Guinness Pro12, appuntamento che gode ancora di scarsa popolarità nel mondo degli appassionati di rugby.

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