Stefano Cerioni difende la scherma russa

Pubblicato il autore: Daniela

stefano_cerioniOmbra della squalifica per tutti gli atleti russi, ricordiamolo, di ogni disciplina: dalla ginnastica, al salto in alto, dal pattinaggio persino alla scherma. E a proposito di quest’ultimo sport, proprio uno dei nostri grandi campioni del passato, Stefano Cerioni, ora allenatore proprio in Russia per i fiorettisti, ha voluto esprimere la propria in merito alla losca faccenda. Secondo l’istruttore, il doping è un “qualcosa che è sempre esistito nello sport”, e se è venuto a galla una vicenda in tal senso in Russia, dove lui adesso allena, non è possibile prendersela con tutti gli sportivi o giovani promesse. Tanti atleti nella nazione dell’est Europa, si allenano, si infortunano, e non per questo ricorrono al doping. Adoperare un metodo drastico per un qualcosa che ha interessato “solo” una cerchia di professionisti, secondo l’ azzurro, non avrebbe dunque alcun senso. Cerioni, in una dichiarazione finale asserisce anche che, da quanto lui ha visto, “nessuno dei suoi ragazzi è mai ricorso a un metodo del genere per primeggiare sugli altri, e che anzi i suoi “pupilli” hanno tanta voglia di allenarsi e lavorare”. Ricordiamo la bravura e professionalità del nostro connazionale, campione olimpico di scherma e vincitore anche di una medaglia d’oro a Seul nel 1988. Schermidoro d’eccellenza, ha scelto da tempo la patria dell’est Europa per mettere a “segno altri colpi”, insegnando alle giovani promesse e imprimendo in loro il suo talento. Dai suoi insegnamenti e dal suo “fioretto” ne sono usciti e ne usciranno ancora, come tutti credono, grandi nomi della scherma nazionale, finanche mondiale. E’ un campione che conosce bene la sua disciplina, ovviamente, e, nonostante lo scandalo e le inchieste, resta comunque fiero e orgoglioso di insegnare in una nazione come la Russia. Da quanto dichiarato si suppone che, secondo lui, la vicenda che ne è emersa, nonchè lo scalpore che ne è venuto fuori dalla vicenda doping, potrebbe “forse” sembrare un tantino esagerata. Vero è che esiste una seria correlazione tra servizi segreti russi e manipolazione di prove schiaccianti di atleti che regolarmente facevano uso di sostanze non conformi alla disciplina sportiva, e che il laboratorio di Mosca, uno tra i più prestigiosi, nonchè sito nella capitale, ha dovuto “chiudere bottega”. Ma forse, anche secondo il nostro connazionale, condannare ogni persona solo perchè appartiene al mondo atletico russo, non rappresenterebbe una cosa consona allo sport. In effetti nell’ex unione Sovietica, ci sono tantissimi ragazzi che si allenano costantemente senza ricorrere a nessun mezzo di supporto, e, sempre secondo le dichiarazioni di Cerioni, “non è vero poi che nella scherma russo non ci sono controlli, ma forse è l’esatto contrario”. Egli, convinto dell’ onesta e nella capacità dei praticanti di scherma, afferma con certezza che in questa disciplina esistono controlli, ma nessuno si droga o ricorre a altri prodotti proibiti solo per migliorare le proprie prestazioni. La vicenda dunque sta suscitando clamore e botta e risposta tra la Russia e il resto del mondo. I campioni, gli allenatori, i ministri e chiunque risulti coinvolto nella vicenda, tende a sminuire ciò che i media hanno di recente tanto esaltato. Il mondo intero invece, tende a mettere in auge la vicenda, insistendo su una punizione molto severa che colpirà tutto il mondo sportivo russo. E’un match all’ultima battuta: chi vincerà?

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