Aldo Montano non ha dimenticato come si vince

Pubblicato il autore: Luca Prete Segui

Aldo Montano è riuscito a strappare il pass per Rio 2016 grazie alla vittoria del trofeo Luxardo a Padova, valido come “prova tappa” della Coppa del Mondo di sciabola. Il livornese, grazie a una grande prestazione, è riuscito ad avere la meglio sull’ungherese  Szilagyi per 15 a 12, rivale blasonato e di livello (è stato medaglia d’oro ai Giochi Olimpici di Londra 2012), e aggiudicandosi la quattordicesima prova di Coppa del Mondo in carriera. Ma quello che conta maggiormente è proprio la possibilità di incrementare il medagliere azzurro in terra brasiliana tra 6 mesi. E’ stato un cammino vittorioso per il nostro atleta, anche considerando i rivali che ha incontrato, soprattutto il russo,  Veniamin Reshetnikov ai quarti, pluricampione sia come singolarista che in squadra. Ed è forse in questo turno (oltre alla finale) che Montano ha dovuto parecchio “soffrire” prima di aggiudicarsi la vittoria. E il risultato finale, 15-14, lo dimostra.
A 37 anni, Montano sembra vivere un periodo molto felice della sua carriera grazie a una ritrovata fiducia eccessivamente altalenante nel corso degli ultimi anni. Dal 2004, anno in cui si impose all’attenzione in modo perentorio con la vittoria della medaglia d’oro ai Giochi Olimpici di Atene nella sciabola individuale, un risultato che gli diede così tanta celebrità da fargli assaggiare anche altri “mondi” al di fuori dello sport, come quello dello spettacolo, frequentazione che forse lo ha eccessivamente distratto dalla carriera agonistica ma nel quale, ha mostrato di essere abbastanza disinvolto, vuoi per una personalità da guascone toscano sempre ben accetta in questi ambienti, e vuoi per una prestanza fisica adatta per stare di fronte alle telecamere, partecipando anche a programmi di successo e continuando in quel filone di atleti prestati al piccolo schermo, accanto a calciatori e nuotatori.
Quattro anni dopo, a Pechino, Montano, sempre nella spada, riesce a salire ancora sul podio, sul gradino più basso, ma con la prova a squadre, mentre singolarmente, si deve arrendere agli ottavi di finale di fronte a sì a un avversario di valore ma non di suo livello come lo spagnolo  Jorge Pina Pérez.  Ma come detto, si rifà con i compagni Luigi Tarantino,  Luigi Occhiuzzi e  Giampiero Pastore, vincendo la medaglia di bronzo nella gara decisiva contro lo squadrone russo, da sempre grande rivale in tutte le competizione degli azzurri, insieme alla Francia e all’Ungheria.
Ottiene una grande vittoria ai campionati del mondo che si svolgono in Italia del 2011, vincendo la medaglia d’oro  ma le vittorie come singolarista in quello che dovrebbe essere il suo habitat naturale, ossia i Giochi Olimpici non arrivano nemmeno a Londra l’anno dopo.

Ottiene, infatti, nuovamente una medaglia di bronzo ma sempre in squadra, mentre non c’entra il podio individualmente.
Ora, con quest’ultimo importante traguardo, Montano ha dimostrato che non solo è riuscito a non perdere confidenza con la vittoria anche senza l’apporto dei suoi compagni ma sembra essere in gran forma per provare a bissare quella indimenticabile estate ateniese di 12 anni fa come singolarista. Ungheresi, francesi, polacchi e russi sono avvisati, il livornese è in gran forma e non sembra avere alcuna intenzione di giocare un ruolo di comprimario in terra brasiliana.

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