Scherma, la Vezzali annuncia il ritiro.

Pubblicato il autore: Eugenio Usai Segui

vezzali

Valentina Vezzali ha annunciato ieri il suo ritiro dalla scherma; le Olimpiadi di Rio non caleranno il sipario di una carriera votata alla vittoria e al successo, ma esso scenderà oggi con il mondiale di fioretto, dove cercherà di aggiungere un ulteriore oro al suo ricco palmarès (sarebbe il 17° ai mondiali).  6 ori, un argento e due bronzi alle Olimpiadi, 16 ori ai mondiali, 13 ori europei e tanti altre vittorie.  La scherma perderà una delle migliori schermitrici della storia e l’Italia l’atleta più medagliata e vincente che abbiamo mai avuto; i 16 anni di ori consecutivi parlano da soli.  Ma a delineare la forza della Vezzali non ci sono solo i primati, ma anche la sua tenacia al di fuori della pedana, che le ha permesso di competere anche nel doppio ruolo di atleta e mamma e di superare l’infortunio al ginocchio e di continuare a vincere. Da qualche anno si è avventurata nel campo politico e anche lì risulta attiva e dinamica ( prima firmataria di 17 disegni legge), combattendo, proprio come fa nella scherma, in temi come sport, diritti delle donne, educazione fisica, salute e  alimentazione. Considerati gli impegni e l’età (42 anni), non possiamo certo biasimare la sua decisione di non intraprendere la sua ultima traversata olimpica, e di sicuro non possiamo che essere d’accordo sulla sua scelta di dire “basta”, come non possiamo non sentirne il vuoto dopo che scenderà per l’ultima volta da quella pedana, magari con un’ultima medaglia guadagnata. La scherma, d’altronde, è uno sport la cui scelta di tempo è fondamentale, e proprio trovarla citata nelle ultime dichiarazioni di Valentina Vezzali possiamo contarla ancora di più come tale: “Nella scherma una buona scelta di tempo oltre al senso della misura è fondamentale.C’è un tempo per tutto e credo che questo sia il giusto tempo per togliere la maschera, appendere il fioretto al chiodo ed avviare un nuovo inizio“.
Una guerriera come la Vezzali difficilmente smetterà di combattere, e perciò, il suo ritiro dalla scherma, non significherà il godersi una rilassata e dorata pensione, ma accenderà di più il suo impegno nell’area politica, cercando di migliorare le cose negli ambienti sportivi e nei diritti femminili, dove potrà esercitare l’influenza che ha una campionessa come lei, senza dimenticarci che dovrà dividere lo sforzo con l’attività di mamma. Ovviamente il lasciare lo sport che l’ha resa quella che è le peserà e ci saranno lacrime quando giungerà quel fatidico momento: “La scherma è stata la mia vita, il fioretto mi accompagna da quando avevo poco più di sei anni ed insieme abbiamo condiviso emozioni, delusioni, medaglie, infortuni, lacrime di gioia e lacrime di rabbiaLascio la pedana con la consapevolezza di aver dato tutto quello che potevo dare a questo affascinante sport e la certezza di aver ricevuto almeno altrettanto”. Visto che si parla di tributi, quello alla Vezzali è più che dovuto, il minimo ad un’atleta che ci ha sempre reso orgogliosi e fatto distinguere nelle competizioni internazionali, facendo sempre risplendere una parte della forza e caparbietà dell’Italia sportiva, nazione che, comunque, gli ha lasciato l’onore di portare la nostra bandiera alle Olimpiadi 2012, competizione in cui come sempre si è distinta.

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