Fioretto femminile e la bellezza degli sport minori

Pubblicato il autore: Alessandro Ricci Segui

Najing, 17 Agosto 2014 NANJING2014 YOUTH OLYMPIC GAMES YOG2014,#nanjing2014yog. nella foto: Claudia Borella foto Augusto Bizzi

La cronaca racconta che, come al Mondiale a squadre del mese scorso a Rio de Janeiro, la Russia si ripete anche nella tappa di Coppa del Mondo di fioretto femminile a Tauber, sconfiggendo in finale l’Italia per 45-37. Un quartetto azzurro rivoluzionato e formato da Arianna Errigo, Alice Volpi, Martina Batini e Chiara Cini, che, prima della sconfitta con le russe, si era imposto nei quarti con la Polonia per 45-30 ed in semifinale con gli Stati Uniti per 45-36.
Segnale di rinascita dalla spada femminile azzurra, che nella prova di Legnano chiude al quinto posto. Il quartetto azzurro (Fiamingo, Navarria, Rizzi e Santuccio) dopo aver superato negli ottavi l’Ucraina per 33-30, si è arreso solo alla stoccata nel minuto supplementare della Cina nei quarti di finale (17-16). Negli assalti per i piazzamenti dal 5° all’8° posto l’Italia ha sconfitto Germania (45-33) e poi l’Ungheria (33-26) chiudendo dunque in quinta posizione. Proprio la Cina si è imposta poi in finale sulla Romania per 35-29; mentre il bronzo è andato all’Estonia, che ha superato 26-19 la Corea del Sud. La spada italiana maschile non ha raggiunto un risultato brillante, ma ci ha provato ed è quello che conta.
La scherma è uno sport tanto raffinato e elegante che forse allontana gli sportivi che non ne conoscono bene le regole, gli stili, intimoriti dalla sapienza tecnica che sembra debbono avere gli schermidori: almeno questa è la nostra sensazione da inesperti che subiscono il fascino e la difficoltà di questo sport. Ricordiamo che quando eravamo piccoli giocavamo a calcio, come la maggioranza dei bambini italiani, in una squadra competitiva per il nostro livello; ecco in quella squadra c’era un bambino che giocava molto bene, ma era anche un piccolo schermidore di buone speranze: il punto è che lui amava più il calcio, si divertiva di più a buttarla dentro e a creare gioco con il suo ottimo sinistro che a affondare il colpo con il suo mancino. Si diceva che aveva più talento nella scherma che nel calcio, ma a lui non importava, preferiva il calcio. Anche a noi è capitata una cosa simile, una scelta tra il basket, bello e minore sport, e il calcio, e anche noi scegliemmo il calcio. Con la maturità però credo si comprenda la bellezza degli altri sport, oltre il calcio, e la necessità di seguirli, cercando di capirne i segreti. La scherma è uno sport bellissimo da vedere e supponiamo lo sia anche da praticare, sia a livello agonistico che dilettantistico, uno sport che rimanda al passato dell’uomo e che lo nobilita.
Crediamo che fin da ragazzini si debba coltivare una cultura che abbracci tanti sport, che li valorizzi; poi se tutti sceglieranno il calcio, ci mancherebbe, viva il calcio, ma almeno i bambini avranno la possibilità di imparare altri sport, capirne la bellezza e il divertimento. La cultura, in qualsiasi campo, va aiutata a formarsi, non è vero che le persone hanno sempre quello che vogliono, a volte è necessario da parte degli addetti ai lavori stimolare il loro interesse e sollevarle da quella pigrizia intellettuale e fisica che costringe sempre a leggere e fare le solite cose. Così, continuando a amare il calcio, apprezzeremo anche gli altri sport come la scherma.

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