Rio 2016: la scherma porta 4 medaglie ma è in tono minore

Pubblicato il autore: Mario Grasso Segui

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Anche alle Olimpiadi di Rio 2016 la scherma si conferma una certezza nel medagliere italiano. Ma stavolta, a differenza dei precedenti Giochi Olimpici, c’è forse un po’ meno da sorridere. Un passo indietro rispetto alle ultime edizioni. Quattro medaglie sì, ma non ne vincevamo così poche da Barcellona 1992, quando ne arrivarono solo tre.

Un oro e tre argenti. Questo il bilancio, che stride col recente passato. A Londra, quattro anni fa, avevamo raccolto sette medaglie: tre ori, due argenti e due bronzi. Stesso numero ma con una distribuzione diversa (due ori e cinque bronzi) a Pechino 2008 e ad Atene 2004 (tre ori, tre argenti e un bronzo). Qualcosina in meno a Sydney 2000 con cinque allori (tre ori e due bronzi), ma ancora sette ad Atlanta 1996 dove vincemmo tre ori, due argenti e due bronzi.

Quest’anno sono “solo” quattro e ci poniamo dietro Russia e Ungheria nel medagliere specifico di questa disciplina. Tra gli uomini l’unica gioia d’oro della scherma azzurra l’ha regalata Daniele Garozzo nel fioretto individuale, dove invece Andrea Cassarà si è fermato agli ottavi e Giorgio Avola ha deluso uscendo ai quarti. Il fioretto a squadre raccoglie solo una “medaglia di legno”. La spada ieri ha regalato la gioia dell’argento nel torneo a squadre, dopo essere stata solo fonte di delusione nell’individuale con Enrico Garozzo fuori agli ottavi e Paolo PizzoMarco Fichera out subito. Male anche la sciabola, con Aldo Montano eliminato agli ottavi e Diego Occhiuzzi fuori ai sedicesimi.

Chi sperava nelle donne, ha avuto qualche soddisfazione ma anche delle delusioni. L’individuale regala medaglie sia nel fioretto con l’argento di Elisa Di Francisca sia nella spada con l’argento di Rossella Fiammingo. Il resto delude: dall’eliminazione di Arianna Errigo agli ottavi del fioretto a quelle nel primo turno di Rossella Gregorio e Irene Vecchi nella sciabola, dove l’unica che si è spinta almeno fino ai quarti è stata Loreta Gulotta. La sciabola avrebbe potuto regalare un’altra medaglia nella prova a squadre, ma le azzurre hanno chiuso quarte.

Insomma, quattro medaglie, quasi sei tenendo conto dei due quarti posti in sciabola a squadre femminile e fioretto a squadre maschile. Non siamo riusciti a confermarci dove abbiamo dato spettacolo quattro anni fa: il fioretto a squadre maschile vinse l’oro e oggi è fuori dal podio; la sciabola non ha portato allori oggi, quando invece a Londra ottenemmo un argento con Occhiuzzi e un bronzo a squadre. Tra le donne la Di Francisca ha solo cambiato gradino del podio nel fioretto, scendendo dall’oro all’argento, ma si sente maledettamente la mancanza della Vezzali (bronzo quattro anni fa) e deludono sia la Errigo che la squadra, oggi out. In compenso ci sono delle new entry nella spada, con la Fiammingo sul podio tra le donne e con gli uomini sul podio a squadre, e nel fioretto con Garozzo nell’individuale.

Sicuramente anche quest’anno la scherma ha dato un enorme contributo al medagliere azzurro, ma tra sfortune, delusioni e prestazioni non proprio all’altezza, l’impressione è che stavolta forse c’è un po’ meno da sorridere. Forse dopo anni di dominio gli avversari hanno capito come affrontarci e batterci?

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