Scherma: da chi bisogna ripartire?

Pubblicato il autore: Mirko Pellecchia Segui

Gold medalist Rossella Fiamingo of Italy reacts during women's epee awarding ceremony at World Fencing Championships in Moscow, Russia, Jul. 15, 2015 (Xinhua/ Pavel Bednyakov)

L’assenza della squadra di spada femminile a Rio 2016 è ancora una ferita aperta nella scherma italiana, un vuoto che la medaglia d’argento di Rossella Fiamingo ha solamente in parte colmato. Resta davvero una grande amarezza per un gruppo che si è perso nell’ultimo anno e ha clamorosamente fallito la qualificazione all’Olimpiade.

Solamente un anno fa il quartetto azzurro si presentava agli Europei di Montreux da numero uno al mondo e con la quasi assoluta certezza di partecipare da protagonista ai Giochi Olimpici. Una serie infinita di eliminazioni e di risultati veramente deludenti hanno portato poi al disastro della mancata qualificazione della squadra, che ha così costretto l’Italia ad avere una sola rappresentante in Brasile.

A Rio Rossella Fiamingo si è dimostrata la solita straordinaria “garista”, conquistando una bellissima medaglia d’argento, anche con qualche rimpianto per la rimonta subita dall’ungherese Emese Szasz. La siciliana è certamente il punto di riferimento della spada femminile italiana, ma deve ora diventare una leader anche per la squadra, cosa che nelle passate stagioni non è mai riuscita a fare, rendendo in maniera completamente diversa dall’individuale.

Mara Navarria è stata certamente la più penalizzata dalla mancata qualificazione della squadra. Lei non avrebbe avuto il minimo problema ad essere presente a Rio, essendo tra le prime dieci del ranking mondiale. La friulana ha tentato una rimonta incredibile su Rossella Fiamingo, ma la vittoria mondiale della connazionale ha fatto la differenza. Tokyo 2020 è lontana e bisogna capire se Mara ci sarà, ma sicuramente darà un contributo fondamentale in queste prossime stagioni alla squadra, perchè non si può assolutamente fallire nuovamente l’obiettivo.

Del quartetto storico facevano parte Bianca Del Carretto e Francesca Boscarelli, ma ormai loro sono state sostituite da Alberta Santuccio e Giulia Rizzi. Entrambe rappresentano il futuro della spada italiana, anche perchè tutte e due sono state capaci di salire sul podio in Coppa del Mondo.
A loro due va aggiunto il talento cristallino di Alice Clerici, oro iridato in carica nella categoria giovani e già presente in pianta stabile in Coppa del Mondo. Fari puntati anche su Alessandra Bozza, lei invece oro mondiale tra i cadetti, che è comunque ancora molto giovane e che dovrà crescere gradualmente nel modo giusto.

I nomi per ripartire e per costruire un quadriennio vincente ci sono. La spada femminile è pronta a cancellare la delusione di Rio e il cammino verso Tokyo è appena iniziato.

Una medaglia d’argento come base solida per costruire un futuro importante. E’ stata un quadriennio difficile per la spada maschile italiana, che è passata dal rischiare la qualificazione all’Olimpiade al diventare una squadra candidata al podio in quel di Rio. Sono stati bravissimi gli spadisti azzurri a non mollare mai e a regalarsi il pass olimpico con una serie di risultati importanti tra Mondiali e Coppa del Mondo.

Un gruppo che ha trovato in Enrico Garozzo il suo leader e uomo di punta. Il siciliano ha vissuto la sua miglior stagione, centrando anche la prima vittoria in Coppa del Mondo, ma è mancato negli avvenimenti più importanti, Europei ed Olimpiade. Questo è l’ulteriore salto di qualità che Garozzo dovrà fare dalle prossime stagioni, cercando di ottenere una medaglia importante a livello europeo e continentale, anche se nel 2014 aveva già vinto un bronzo iridato.

A Rio erano presenti anche Paolo Pizzo, Marco Fichera ed Andrea Santarelli. Il primo è quello più avanti con gli anni, ma sarà ancora protagonista nelle prossime stagioni, soprattutto perchè nella gara a squadre è sempre molto competitivo. Fichera e Santarelli sono chiamati ad uno step successivo nella loro carriera, cercando di ottenere buoni risultati in Coppa del Mondo con una certa continuità, in modo da entrare tra i primi quindici del ranking mondiale.

La spada è comunque un’arma in crescita soprattutto a livello giovanile. Valerio Cuomo è certamente un elemento da tenere in grande considerazione dopo l’argento nel Mondiale Giovani a livello individuale e quella d’oro con la squadra (Davide Canzoneri, Federico Vismara e Gabriele Risicato gli altri tre). A livello cadetti attenzione particolare a Daniel De Mola e Gianpaolo Buzzacchino, che hanno realizzato una fantastica doppetta nella rassegna iridata di Bourges

A Tokyo 2020 non ci sarà la prova a squadre e quindi saranno solo due i posti disponibili nella spada maschile. Dando quasi per scontata la presenza di Enrico Garozzo, anche se il siciliano dovrà confermarsi a questi livelli, resta spazio solo per un altro spadista. Ci sarà dunque grande battaglia e questa concorrenza interna farà solo bene alla spada azzurra.

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