Paralimpiadi Rio 2016. La carica di Bebe: il sogno è vero…e d’oro!

Pubblicato il autore: alessandro marone Segui

Il 14 settembre il sogno è diventato realtà: Beatrice (detta Bebe) Vio conquista l’oro nella scherma, specialità fioretto. La giovane (classe 1997) atleta veneta, attesissima e indicata tra le favorite, non delude le aspettative e va a prendersi la medaglia più ambita. In quelle urla liberatorie sono racchiusi anni di allenamenti, lavoro, impegno, passione e sacrificio. Dopo la stoccata vincente alla cinese Zhou, Bebe si dimena sulla carrozzina, gesto di fair play con la rivale appena battuta, prima di correre ad abbracciare i familiari in tribuna. Una cavalcata trionfale quella di Bebe, che nel girone si è sbarazzata di tutte le avversarie come fossero birilli (un poker di 5-0), ai quarti ha avuto la meglio sulla polacca Makowska (15-6 il punteggio) e ha conquistato la finale superando la cinese Yao Fang (già incontrata nel girone) con un sonoro 15-1. In finale ad arrendersi alla fame di vittoria di Bebe è stata un’altra cinese, Jingjing Zhou, l’avversaria più temibile, regolata con un 15-7.
vio

Per la Vio, dopo la vittorie nei campionati italiani, europei e mondiali, arriva il primo storico oro alla prima partecipazione ai Giochi Olimpici. Otto anni fa l’incubo della doppia amputazione di braccia e gambe a causa di una meningite fulminante e ben 104 giorni in ospedale, quattro anni fa la partecipazione come tedofora ai Giochi Olimpici di Londra 2012 con un sogno nella testa che ora è finalmente diventato realtà: la medaglia d’oro.

La vita di Bebe, che ha scoperto la scherma per caso all’età di 5 anni e non ha più smesso di praticarla, è caratterizzata da “tre S”: scuola, scherma, scout. Determinata e pronta costantemente a porsi obiettivi, in un’intervista ha dichiarato: “Ho sempre saputo che avrei potuto ricominciare a fare scherma. Quando l’ho chiesto ai medici mi hanno, diciamo, sputato in un occhio. Quando l’ho chiesto a quelli delle protesi, si sono messi a ridere. Però io fin da subito ho capito che sarei riuscita a ritornare”. Studentessa di grafica e comunicazione, con i suoi genitori ha dato vita all’associazione “Art4sport”, il cui scopo è quello di favorire l’integrazione dei bambini amputati attraverso la pratica di discipline sportive.

Ma l’olimpiade di Bebe non è finita: tra pochi minuti (ore 13:30) tornerà in pedana per la gara a squadre.

In un post sul suo profilo Facebook tutta la gioia e le emozioni per la conquista della medaglia d’oro e la carica in vista del prossimo impegno.

GENTE È TUTTO VEROOOO!

Ancora non ci posso credere! Mi sembra assurdo, impossibile! Nooo, va beh! Oddio che figata!!

Ok allora è ufficiale: il 14 settembre è stato il giorno più bello della mia vita! Le urla che ho tirato a fine gara sono state lo sfogo di tutti questi anni, il grande sogno è diventato un obbiettivo raggiunto, ho ufficialmente messo la V nella lista dei miei desideri. Questa medaglia per me vale tanto, tantissimo, anzi tantissimissimo! Questa non è stata la mia vittoria, ma è stata la nostra vittoria: di tutte le persone che mi sono state vicine, che hanno creduto in me, tutto il magnifico team che mi ha supportata ma soprattutto sopportata in questi splendidi anni ed in questi magnifici giorni. Alla mia allenatrice a casa, ai miei CT, agli sparring, quel buon rompipalle di Simone Vanni e Alessandro Paroli che ormai ci stanno rinunciando a farmi capire cosa sia la scherma, quella poraccia della fisio che ho fatto disperare e che facendosi un mazzo tanto ogni giorno mi tiene su con tape, cerotti e mercuriocromo, al mio Assasino che è addirittura venuto fino a Rio, al mitico Giorgino (l’armiere migliore del mondo che pur di rendermi contenta mi colora a mano ogni nastro dei fioretti a strisce grigie&rosa per ricreare la coda di Squaquero), alle donne dello Squaquero Team, a tutti i ragazzi della nazionale Paralimpica, alla Scherma Mogliano ed al Gruppo Sportivo delle Fiamme Oro. Grazie a tutti che coloro che si sono emozionati ed hanno pianto con me durante ogni assalto, che sentivano quella splendida agitazione da gara come se la stessero facendo loro. Ed infine grazie alla mia splendida famiglia, durante la gara non vedevo l’ora di girarmi verso di loro, volevo abbracciarli dopo ogni assalto ed alla fine sono corsa per sbaciucchiarmeli tutti, è stata la mia corsa preferita, l’aspettavo da tutto il giorno!

Quindi, insomma grazie grazissime per aver voluto questa medaglia e per averla desiderata tanto!

GRAZIE PER AVER VISSUTO QUESTO SOGNO CON ME

…ma adesso non montiamoci la testa, “restiamo con i piedi per terra” e diamo tutto ciò che abbiamo per la gara a squadre! FORZA SQUAQUERO TEAM

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