Scherma: la storia di Bebe Vio, la ragazza col sogno olimpico

Pubblicato il autore: Doro Thea Segui

19 anni e un sogno olimpico da realizzare: Bebe Vio ce l’ha fatta. Parteciperà alle Paraolimpiadi di Rio 2016, in programma tra pochi giorni. Oggi vogliamo parlarvi della sua storia, ricca di difficoltà, ma che ha visto Beatrice Maria non arrendersi mai. Nella vita, come nello sport.

Nata a Venezia, il 4 marzo 1997, “Bebe” è attualmente campionessa mondiale in carica di fioretto individuale. Dall’età di cinque anni e mezzo pratica la scherma. Poi, a soli 11 anni, l’inconveniente che ha cambiato la sua vita. Colpita da una meningite fulminante, Beatrice ha contratto una grave infezione, che le ha causato l’amputazione di braccia e gambe. Un duro colpo per colei che dello sport aveva fatto tutta la sua vita. Una stella nascente dello sport, che sembrava dovesse arrendersi al grande ostacolo che la vita le aveva posto davanti.

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Ma Bebe non si abbatte. Grazie alla sua famiglia, riesce a superare il grande impedimento e continua ad allenarsi, grazie all’utilizzo di una particolare protesi progettata per sostenere il fioretto, la disciplina della scherma da lei favorita. Per lei, inizia una nuova avventura di scherma in carrozzina, una carriera consacratasi con il raggiungimento di un importante risultato: nel 2014, Bebe si aggiudica la vittoria della Coppa del Mondo, seguita da alcune medaglie importanti ai Mondiali ed agli Europei. Inizia un lungo periodo di ascesa per Beatrice Maria, che si consacra con il riconoscimento di un premio, l’Italian Paralympic Award, raggiunto nell’ottobre 2014 e conferito dal Comitato Italiano Paralimpico ai migliori atleti italiani paralimpici.

Il 19 settembre 2015, Bebe si laurea campionessa mondiale di fioretto individuale, ad Eger, in Ungheria. A distanza di un anno, adesso, la fiorettista della Scherma Mogliano cercherà di coronare il sogno di una vita. Le date del 14 e del 16 settembre 2016 sono impresse sul suo calendario da ormai diverso tempo. Un appuntamento al quale non può e non deve rinunciare. Un’attesa lunga molti anni: la ragazza nata con il fioretto in mano adesso è a Rio per dimostrare quanto vale. Sempre con lo stesso sorriso sulle labbra, sempre con un’incredibile forza d’animo, che la contraddistingue dalla nascita, fin da quando per farla competere alle gare dello sport che ama, le fu creata una categoria apposita, denominata “ovetto”. Dal 2009, inoltre, Beatrice ed i suoi genitori sono a capo di un’organizzazione senza scopo di lucro, art4sport, che si occupa del sostegno all’integrazione sociale per i bambini che hanno subito amputazioni.

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“Sono un ragazzo fortunato, perché mi hanno regalato un sogno”. Questa una frase della celebre canzone di Jovanotti, la preferita di Beatrice. Tant’è che “Mi hanno regalato un sogno” è anche diventato il titolo del suo libro. Un libro in cui Bebe racconta la sua storia, il suo punto di vista. In cui descrive l’amore per la scherma, la tragedia della malattia e la successiva rinascita. “Datemi le gambe e vedrete”, questo il suo motto. E allora, spicca il volo cara Bebe, corona il tuo sogno della tua vita e regalaci una medaglia olimpica. La medaglia d’oro per il coraggio, per la determinazione e per l’incredibile forza d’animo, invece, è già tua.

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