Elisa Di Francisca: “Stacco dalla scherma, voglio essere libera”

Pubblicato il autore: Francesco Sbordone Segui

Elisa Di Francisca
Elisa Di Francisca intervistata dal Corriere dello Sport ha parlato della sua esperienza in Nazionale, delle Olimpiadi, del fidanzato e del riposo dalla scherma.
Ecco alcuni passaggi dell’intervista ad Elisa Di Francisca:

 

Elisa Di Francisca e la scherma

Elisa Di Francisca seduta a… capotavola, sola, come in pedana.
«Nello sport, nella scherma si è sempre soli contro tutti. Prendi tu la decisione finale, in tante occasioni hai la testa che va a duemila e devi combattere con i mostri interiori, con i limiti che ti dai. Sono quelli i veri rivali. Io sono in competizione perenne con me stessa, senza nulla togliere alle avversarie, sono io che spesso mi metto i bastoni tra le ruote. È la vita».

E quando va in pedana cosa vede?
«In pedana vedo l’avversaria ma dentro ho una miriade di sensazioni, di emozioni. Tra questi c’è però anche la voglia di combattere. Poi entri in trance agonistica e non senti né vedi più nulla».

Insomma, senza psicologo non si va in pedana?
«Ci vuole una persona che ti capisca e sostenga, oltre a un tecnico importante. Annalisa Coltorti per me è fondamentale: è la preparatrice atletica ma è anche mamma. Ha un anello sull’anulare destro in cui le ho scritto: seconda mammina».

Tra voi azzurre c’è rivalità ma poi anche unità quando diventate squadra. Sul podio di Rio con la bandiera dell’Europa, ha dato un bel segnale…
«Dovrebbe essere così in Italia, ognuno dovrebbe pensare a fare il meglio per sé, ma poi essere uniti per l’obiettivo comune, il benessere. Come dimostriamo nel Dream Team, come dimostra il Coni. E’ quello che ho voluto dire mostrando la bandiera europea. Dopo l’attentato c’è stata tanta gente che ha sofferto. Bisogna essere tutti uniti verso un obiettivo comune. Ci possono essere cose che non vanno ma poi si deve essere unite, sì anche delle donne possono essere unite. Ma se se ce l’abbiamo fatta noi ce la può fare anche l’Italia».

E pensare che c’è stato anche chi non ha capito e l’ha contestata.
«Sì, sui social qualcuno mi ha scritto cose irripetibili in merito all’uso che avrei dovuto fare di quella bandiera europea. Ma io parlavo di unione per rispetto di persone che avevano sofferto, non era uno schierarmi».

Ha avuto anche risposte positive?
«Si. Tante persone mi hanno fatto i complimenti. Mi hanno detto: “Finalmente una che dice cose belle, sensate dopo una vittoria”. Quello che segue una medaglia olimpica è un momento adrenalinico che va sfruttato al meglio, in quel momento possiamo trasmettere un messaggio importante. Così come Bebe Vio lo fa semplicemente…respirando. Poi può essere capito o meno, sta a come sono fatte dentro le persone».

 

Elisa Di Francisca e la vita privata


La sua vita dopo l’Olimpiade di Rio?
«Bella, abbiamo festeggiato, in famiglia, con gli amici. Non sempre si hanno momenti di condivisione durante l’anno, mi sto dedicando a questo attualmente».

Istinto e raziocinio, sport e privato, come si fa a conciliare?
«La vita schermistica è tutta programmata, la vita privata la vivo sul momento, cambiando in continuazione a volte. Sono un’istintiva ma con l’età ho imparato a ponderare. Ad esempio a Rio nell’assalto con la tunisina se avessi seguito l’istinto avrei dato fuoco all’arena e avrei perso l’assalto».

Lei non è abituata a cercare alibi dopo una sconfitta, non lo ha fatto nemmeno a Rio, quando un possibile oro è diventato argento.
«Non vado sulla polemica, per quanto la Russia sia una grande potenza e abbia la sua importanza economica. Lì dovevo far accendere una luce sola, ho perso 11- 12. Mi è mancato il tempo. Ma non dimentico che a Londra presi la medaglia d’oro vincendo 12-11…».

Il suo fidanzato non l’ha cambiata nemmeno un po’?
«Fa il produttore televisivo, si chiama Ivan. Sono io indipendentemente da chi mi sta vicino, me la canto e me la suono, mi aiuto, lui fa il lavoro suo io il mio, qualunque sia».

Elisa Di Francisca, come si sta senza scherma, in questa fase di stacco?
«Per 27 anni ho fatto sempre e solo quello, adesso mi sento più libera di potermi fermare a guardare un tramonto. O per soffermarmi su tante altre cose, spaziare. Vivo …».

Pensa che le tornerà la voglia di gareggiare. E come sarà quando smetterà?
«Sarò sempre campionessa, è un complimento che mi faccio da sola. Ci sono degli atleti che quando perdono si attaccano a varie cose. Io mi prendo la responsabilità sia della vittoria che della sconfitta. Spero di poterlo insegnare ai miei figli. Prima o poi ricomincerò, ho ancora voglia, quella non mancherà mai. Per Tokyo 2020 proverei… la katana o il sushi a Casa Italia… No, scherzo ovviamente. Il fioretto è già uno stimolo sufficiente per me».

Prima o poi Elisa Di Francisca ricomincerà e farà di tutto per portare il tricolore italiano il più in alto possibile.

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