La Errigo fa mea culpa: “Troppo scoppiata per una medaglia”

Pubblicato il autore: Paolo Bellosta

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Riprendiamo l’intervista concessa da Arianna Errigo al Corriere dello Sport, la schermitrice italiana ha dichiarato che alla prossima Olimpiade (Tokyo 2020) oltre al fioretto si dedicherà anche alla sciabola, nel frattempo però facciamo un passo indietro e rileggiamo le sue dichiarazioni relative alla kermesse brasiliana di quest’estate.

Ecco il testo integrale con le parole della Errigo.
Arianna Errigo, parliamo di Rio 2016. Cos’è successo in Brasile quest’estate? Nessuno si aspettava un finale del genere.
Devo essere sincera, neppure io avrei pensato a un simile fallimento, è stato davvero terribile. Ho perso agli ottavi da un’atleta ampiamente alla mia portata, per cui il problema era nella preparazione, nella gambe. Avevo fatto una stagione così bella da arrivare a Rio già con la certezza di potermi portare a casa una medaglia senza troppi sforzi: non potevo commettere errore più grave. La testa e le gambe non mi hanno aiutato e quando si verificano certe situazioni diventa davvero dura.
Il problema è che puntavo alla gara perfetta e ho stravolto le mie abitudini quotidiane per raggiungerla, ho sbagliato e la colpa è solo mia. Sono arrivata a Rio che ero “scoppiata”, mentre la mia forza è di arrivare alle gare “leggera” e con la voglia di tirare. Non potevo ottenere una medaglia, se non ci metti la testa giusta puoi perdere con chiunque in questo sport. Mi servirà da lezione per Tokyo, questo è certo.

Hai deciso di accantonare il fioretto dopo la delusione olimpica?
No, assolutamente. Comunque fosse andata a Rio, avevo già deciso che mi sarei presa un po’ di pausa dal fioretto.

In questo momento mi sto concentrando soprattutto sulla sciabola, grazie all’aiuto del maestro Lucio Landi, che mi segue a Frascati. Sto andando un po’ a tentoni  in questo cambiamento perchè è qualcosa che nessuno ha mai fatto prima di me, per cui non ho riferimenti. Sicuramente mi diverte e mi fa star bene, oltre a spingermi ad allenarmi di più. E’ uno stimolo che ci voleva.

Quali sono le principali differenze tra sciabola e fioretto?
Per prima cosa la sciabola sviluppa molto gli arti inferiori, invece nel fioretto moderno è tutto diverso. Si può stare passivi e giocare di tattica, mentre nella sciabola non esistono stoccate fortuite: se non sei pronta, regali il punto all’avversaria. Per me che sono sempre stata pigra di gambe è una bella ventata di novità e sono certa che mi darà un vantaggio importante da giocarmi negli assalti di fioretto. Come ho detto, nessuno ha mai provato una cosa del genere, ma sono entusiasta.

A Tokyo vedremo dunque una Errigo impegnata su più fronti?
Perchè no? Se ci riuscissi sarebbe sicuramente un’ottima cosa. Il mio sogno è quello di portare entrambe le armi ai Giochi giapponesi del 2020: contando le gare a squadre, avrei quattro chance di medaglia a Tokyo e non sarebbe niente male. L’importante è arrivare all’appuntamento con la testa giusta senza troppe ansie e timori, a Rio ho sbagliato ma gli errori servono a migliorarsi. Vi assicuro che tra quattro anni sarà tutta un’altra storia.

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