Coppa del mondo di sci femminile ai raggi X: con Fenninger e Maze out, cercasi regina

Pubblicato il autore: Valerio Mingarelli Segui

coppa del mondo di sci femminile
Dover eravamo rimasti? Ah sì, alla epica sfide tra le due madamigelle più lucenti del Circo Rosa: Anna Fenninger e Tina Maze.  Tanto brave quanto belle: leggiadra, precisa e calcolatrice la prima, aggressiva, elastica e sfrontata la seconda. Ebbene, la coppa del mondo di sci protocollata 2015/2016 parte senze la vincitrice del duello rusticano della scorsa invernata e la sua più agguerrita rivale: Anna Fenninger, vorace dominatrice delle ultime due annate, è su un letto di ospedale fresca di operazione al ginocchio disintegrato in allenamento proprio alla viglia del taglio del nastro stagionale sul ghiacciaio Rettenbach di Solden. Discorso diverso per la slovena: 32 anni, la polivalente di Crna vanta 26 successi in coppa in tutte le specialità e la bellezza di 81 podi. Quest’anno ha deciso forse inavvedutamente di prendersi un anno sabbatico, e con la sua grande avversaria ko si starà mordendo le mani. Non vederle entrambe al cancelletto tra poche ore lascia sgomenti: è un po’ come se nella serie A di calcio di quest’anno non avessimo trovato la Juventus di Max Allegri al via. Ma tant’è: lo sci ci ha abituato ad arrembanti ascese alternate ad altrettante vorticose discese. Che stagione ci attende dunque? Imprevedibile, esaltante, e senza punti di riferimento.

Le favorite per la Coppa. Out Fenninger e Maze, i galloni di donna da battere passano sugli sci  più grande di ogni epoca, quella Lindsey Vonn (nella foto con le due fuoriclasse dominatrici un anno fa) che non vedremo in gara tra le porte larghe a Solden ma che, stando ai test prestagionali, viaggia già come uno shuttle (specie nelle prove veloci). Miss 67 vittorie è in agguato: attenzione. Gli Usa non hanno solo la pluridecorata atleta del Minnesota ai vertici: per la coppa generale andrà tenuta d’occhio anche Mikaela Shiffrin, la biondina che a 20 anni ha già vinto tutto tranne, appunto, la generale. Nelle prove tecniche se sta bene è inarrivabile: molto dipenderà dal ruolino di marcia delle avversarie polivalenti. Dietro questo terzetto, ci sono due outsider competitive almeno in 3 specialità che potrebbero creare più di un grattacapo alle sopracitate superstar. La prima è la svizzera Lara Gut, talento cristallino che ad ogni intervista ci ammalia col suo italiano pressoché perfetto: in discesa e superG ha dimostrato già di poter vincere su ogni pista. In gigante alterna manche orrende ad altre degne della miglior Fenninger: se fa il salto di qualità diventa un cliente pericoloso. Discorso molto simile per la figlia d’arte Tina Weirather: l’atleta del Liechtenstein a 26 anni è attesa alla definitiva esplosione. Anche qui l’ago della bilancia è lo slalom gigante: se trova ritmo, la figlia del sontuoso Harti può dire la sua.

La pattuglia azzurra. E le nostre? Dopo anni da tregenda, lo scorso anno qualche squillo di fanfara è arrivato, nonostante il colossale flop del mondiale a stelle e strisce di Vail. Cominciamo dalle veterane. Le atlete con più esperienza e chance concrete di avvicinare il podio sono le sorelle Nadia ed Elena Fanchini. La prima un anno fa è rifiorita in gigante e quest’anno punta a consolidare il primo gruppo e a ritrovare feeling con la velocità. La seconda, vittoriosa in discesa a gennaio a Cortina, è la nostra donna-jet di maggior pregio. Caso a parte è Federica Brignone: in gigante è un’atleta che scia da manuale, ma soffre talvolta la pressione e toppa sovente le seconde manche. Deve sbloccarsi: riuscisse a gustare il sapore dolce della vittoria, potrebbe magari allargare il suo raggio d’azione anche al SuperG e forse anche alla polivalenza assoluta. Dalle sorelle Irene ed Elena Curtoni è sempre atteso un acuto che le motivi, ma la fiammella della speranza è tenuta in vita soprattutto dalle giovanissime. Marta Bassino è uno scricciolo di poche decine di chili che scia con una grazia vista poche volte: ha 19 anni e deve fare esperienza, ma è la freccia più acuminata del futuro dello sci azzurro. Più pronta di lei c’è Sofia Goggia: a 23 anni ha già vissuto ogni infortunio e malanno possibile. Ha il tritolo nelle gambe e un’indipendenza di gambe da predestinata: se la dea bendata dovesse andare a bussare altrove, ne potremo vedere delle belle.

Il borsino per Solden. Niente Fenninger e niente Vonn, sul ghiacciaio austriaco la favorita numero uno per il primo urrà stagionale sono è Mikaela Shiffrin. Fino a un anno fa in gigante ha subito lo strapotere fenningeriano: con la austriaca in ospedale e la Maze a spasso, il bastone del comando spetta a lei. Dietro però la concorrenza brulica. L’Italia punta dritta al podio: Nadia Fanchini e Fede Brignone sono entrambe nel primo semi-gruppo di merito e in allenamento sono apparse spumeggianti: nel clan azzurro si tocca ferro. Da tenere d’occhio c’è la tedesca Viktoria Rebensburg: reduce da tanti acciacchi, ha un talento sconfinato nella specialità dalla sua. Diverse fiche da giocarsi le hanno anche la panzer austriaca Eva Marie Brem, amazzone che azzanna le porte, e la funambola svedese Sara Hector, gioiosa sorpresa dell’ultimo giro di giostra invernale. L’Italia nel primo gruppo ha anche Irene Curtoni, carica a molla. Occhio alla retrovie: ogni squadra ha almeno un giovane coniglio dal cilindro da estrarre.

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