Coppa del mondo di sci maschile ai raggi X: tutti a caccia dell’onnivoro Hirscher

Pubblicato il autore: Valerio Mingarelli Segui

coppa del mondo di sci hirscherChi spodesterà il re onnivoro? Se lo chiedono in tanti, a poche ore dallo start della coppa del mondo maschile di sci alpino 2015-2016. Dopo 4 bocce di cristallo consecutivo, vien da pensare che l’unico espediente concreto a cui possano ambire gli avversari di Marcel Hirscher (foto) sia pensare di accopparlo. Il vorace asso austriaco, nelle prove tecniche, èstato ormai incoronato anche da sua maestà Ingmar Stenmark come il più grande (dopo di lui, si intende) ma visto su un paio di sci. Se in slalom è sempre andato come un missile, lo scorso anno ha triturato tutti pure in gigante con vittorie sopra al secondo su tutti gli altri. I favori del pronostico sono tutti per lui, che può raggiungere Marc Girardelli a quota 5 coppe vinte. Lui sa però che non sarà facile, ed ora vediamo perché.

I vichinghi scalpitano. I due spauracchi maggiori per Hirscher vengono dalla Norvegia. Il primo è l’uomo che, un anno fa, ha guidato la generale per buona parte dell’inverno, quello Kjetil Jansrud abbonatosi al podio nelle prove veloci un po’ su tutti i tracciati. Nato come gigantista, il trentenne di Stavanger è tornato ad allenarsi forte anche nella specialità che lo lanciò, perché solo se troverà punti tra le porte larghe può giocarsi la tenzone. Bisognerà vedere se questi allenamenti gli avranno tolto qualcosa in discesa: i tecnici, per ora, dicono di no. L’uomo più atteso del circo bianco però si chiama Aksel Lund Svindal. La superstar norvegese, out un anno fa, vuole prendersi la responsabilità di detronizzare Hirscher. Se sta bene, è da podio in tutte le specialità slalom escluso. Un anno di stop si paga, ma siamo di fronte a un super-uomo dalla prestanza fisica devastante alla quale abbina una classe limpida e indiscutibili. Staremo a vedere. Altro cliente pericoloso per Hirscher è il francese Alexis Pinturault. Funambolo in gigante e slalom, specialità nelle quali ha palesato guizzi formidabili alternati a manche opache, si è allenato duramente anche in super-G con l’obbiettivo di arrivare dal prossimo anno alla polivalenza completa (ha solo 24 anni). E’ dato in gran forma: a Solden primo stress-test. Infine, sempre lo squadrone austriaco, vanta altri due tipetti mica da ridere. Si tratta di un giovane spavaldo e di un vecchietto che più invecchia più pennella. Parliamo di Christian Mayer, campione olimpico di discesa a Sochi, il quale quest’anno è chiamato alla definitiva consacrazione, e di Hannes Reichelt, biondone che da un decennio accarezza le nevi di tutto il pianeta con una continuità degna di pochi. La concorrenza, insomma, Hirscher ce l’ha anche in casa.

Paris guida lo stormo azzurro. In casa Italia si aspettano come linfa forze fresche dai più giovani, ma sarà dura averle già da questa stagione. Nel frattempo, ci si affida al poderoso jet-man altoatesino Dominik Paris. Lo scorso anno, un po’ a sorpresa, è letteralmente esploso in  super-G ma ha sprecato qualcosa di troppo in discesa libera, sua disciplina d’elezione. Nella velocità è nel gotha mondiale e vuol giocarsi se non altro una coppa di specialità. Con lui, ci si attende il risorgimento degli over 30 Cristof Innerhofer e Peter Fill. Il primo, considerato all’unanimità il “traino” azzurro dell’ultimo decennio grazie alle medaglie mondiali e olimpiche portate a casa, ha una schiena stropicciata e malanni di vario genere. Il talento però è impareggiabile: se il fisico gli concederà tregua, può giocarsela con tutti nella velocità. Stesso dicasi per Peter Fill, infortunatosi un anno fa alla vigilia dei mondiali: a 33 anni, cerca gli ultimi lampi di una carriera di continui alti e bassi. Discorso ben diverso nelle prove tecniche. In slalom la nostra squadra è tra le migliori: il trentino Stefano Gross lo scorso gennaio ha firmato il primo sigillo in carriera ad Adelboden, l’emiliano Giuliano Razzoli ha ritrovato il ritmo che quasi 6 anni or sono gli permise di sbancare i giochi di Vancouver. Oltre a loro, c’è il veteranissimo Patrick Thaler che ancora la spiega a parecchi. In gigante invece si attende di veder la luce in fondo al tunnel: ritiratosi Davide Simoncelli, la pressione è tutta su Roberto Nanni e Luca De Aliprandini, ma ad ora pare improbabili poterli vedere in prossimità del podio.

Solden: Hirscher gioca in casa. Per la gara di domani, neanche a dirlo, il re sarà strafavorito. Sul Rettenbach si è allenato e conosce ogni cunetta della pista. L’opening race è da sempre però gradita a quello che fino a uno anno fa era il cannibale delle porte larghe: Ted Ligety, lo yankee 32enne che mira almeno in queste prove a riprendersi lo scettro. Di Pinturault abbiamo detto: è discontinuo, ma in gigante sa sciare da dio. Al pari del duo teutonico composto da Felix Neureuther e Fritz Dopfer: abituali del podio, sono i due che più soffrono lo strapotere hirscheriano. Occhio al giovanissimo scandinavo Henrik Kristoffersen, che anche in gigante sta bruciando le tappe e i sempre modesti tecnici norvegesi lo danno per certo tra i primi tre. In casa Italia ci si affida soprattutto a Nani, ma con la concorrenza di domani, un piazzamento nei primi dieci sarebbe buono. Nei primi cinque, invece, sarebbe un vero e proprio boom.

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