Sci, Girardelli: “Il futuro di questo sport è in Oriente”

Pubblicato il autore: Gabriele Lepri

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Il futuro dello sci in Asia e Cina? Semplice utopia o realtà? Per Marc Girardelli, noto campione di sci, il famoso sport praticato sulla neve si dovrebbe spostare proprio in Oriente. Giradelli, avversario di Tomba negli anni ’90, ha raggiunto il quarto posto allo Ski Challenger dei Giganti organizzato per festeggiare i 30 anni dello sciatore. La kermesse, organizzata per Girardelli, si è tenuta in Val Badia: si è svolta una breve gigante a squadre composte da un campione del passato, un ospite speciale e uno sciatore paraolimpico del comitato altoatesino. La squadra che è vinto è stata quella di Rainer Salzgeber che aveva come grande ospite l’oro olimpico Luca Creiter. Girardelli, austriaco di nascita ma sciatore per il Lussemburgo, ha vinto in Val Badia nel 1992 e ha avuto una carriera a dir poco fantastica frutto di 5 Coppe del Mondo. Il noto campione di sci adesso ha 52 anni, ma nonostante ciò non ha perso la voglia di seguire il suo amato sport e cercare nuove idee per il futuro. Ecco quanto riportato da Girardelli in conferenza stampa, come riportato da Sportmediaset: “Il mio business principale ora è portare la gente a sciare, non faccio il maestro, ma accompagno gruppi di aziende oppure ospiti Vip perché la montagna è il mio mondo e sciare mi piace sempre. Ieri ero con un gruppo di 26 persone a Sankt Anton in Austria, in società con Bode Miller ho un marchio di sci, realizzati in Italia, che si chiama Bomber: sci di altissima gamma, una parte della collezione con serigrafie di Basquiat e Keith Hering. Siamo molto contenti anche se è appena l’inizio. Inoltre lavoro con un’azienda del Lichtenstein che produce apparati terapeutici per il recupero dagli infortuni: io con le mie 18 operazioni sono un esperto”. Girardelli non è passato di certo inosservato per un paio di strani occhiali con la montatura di legno: un nuovo lancio di moda che rappresenta un nuovo progetto ancora allo studio. Il campione di sci ha poi continuato così la sua intervista aprendo a nuovi possibili scenari:” Comunque l’Europa alpina è satura e i nuovi mercati sono all’Est e in Oriente, Cina e India soprattutto. Penso che dobbiamo portare oltre Europa il nostro sport e anche la nostra visione di come viviamo la montagna, quello è il futuro. La Coppa del Mondo purtroppo è uguale da quarant’anni, non cambia nulla. Secondo me sono gli organizzatori che possono contribuire al cambiamento, proprio con eventi come questo con i campioni che sono la memoria storica dello sci e grandi ospiti. A Kitzbuhel lo fanno da tempo. Ed è la gara di sci più famosa del mondo, non solo perché la pista è difficile e spettacolare. Ad esempio Kristian Ghedina, il miglior discesista Italiano di sempre che però non ha mai vinto una medaglia olimpica e una Coppa del Mondo di specialità, è famoso in tutto il mondo. Von Grueningen che ha vinto più di 20 giganti fuori dalla Svizzera non lo ricorda nessuno. Gli anni assieme ad Alberto Tomba sono stati straordinari, ci sentiamo ancora ogni tanto, mi è sempre stato simpatico, si tratta di una persona intelligente ed è un peccato che non abbia fatto qualcosa di nuovo e significativo finita la carriera di atleta. A mio avviso gli è mancato un po’ di coraggio legato alla paura di sbagliare e magari di essere criticato. L’anno prossimo per i suoi 50 anni bisogna fare una grande festa”. Girardelli ha poi concluso così la sua intervista:”Vediamo se l’esperimento dello slalom parallelo che torna proprio qui in Val Badia può funzionare. Sicuramente è una gara più spettacolare di quella per nazioni che fanno ai mondiali e alle finali: non ci sono più di 5 nazioni che possono puntare al podio, è una gara un po’ povera. Il parallelo con 32 partenti è una gara veloce che mantiene sempre una buona suspence fino all’ultimo. Credo sia una buona idea”.

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