Sci, la maledizione della Streif colpisce anche Razzoli

Pubblicato il autore: Eleonora Belfiore Segui

Ski World cup 2012- 2013--Giuliano Razzoli Kraniska Gora, 10 Marzo 2013. (Alessandro Trovati/Pentaphotp)

Non c’è pace sulla Streif, è proprio il caso di dirlo.  Questa volta, la maledizione ha colpito la squadra azzurra che, dopo la memorabile giornata di ieri, ricca di soddisfazioni e conclusasi con il trionfo di Peter Fill, ha dovuto fare i conti con l’infortunio subito da Giuliano Razzoli. Quello di oggi è stato un brusco risveglio per l’Italia. Cinque porte dopo la partenza, sulla pista Ganslern, una valletta a fianco della parte finale della Streif “stregata”, giustamente considerata un ‘arena naturale perfetta, l’olimpionico Giuliano Razzoli, scattato dal cancelletto con il n°1, ha perso rovinosamente il controllo, cadendo poco dopo il via. Trasportato con l’elicottero immediatamente in ospedale  per possibili problemi al ginocchio sinistro, i primi esami hanno riscontrato la sospetta rottura del legamento crociato del ginocchio sinistro. Il nostro campione chiuderà, quasi certamente, in anticipo la stagione.

Anche l’ oro olimpico di Vancouver  sembra essere caduto vittima della terribile ed oscura maledizione della Streif, da molti considerata l’equivalente del Gp di F1 di Montecarlo.Razzoli, 31 anni, era stato secondo una settimana fa a Wengen e gli appassionati di sci avevano riposto molte speranze su di lui. E’ caduto, per fortuna senza danni, anche Riccardo Tonetti. A pagare il prezzo più alto è stata, tuttavia, l’Austria che ha registrato ben 18 infortunati fra cui  Anna Fenninger e l’olimpionico Matthias Mayer.
La Streif, la mitica pista di Kitzbuehel sulla quale tecnica e abilità devono coesistere con la fortuna, non è nuova a sinistri episodi del genere. Già il dominatore delle gare veloci Aksel Lund Svindal si era infortunato e destino simile era toccato agli austriaci  Streitberger e Reichelt , cadendo praticamente nello stesso punto, ovvero all’altezza della curva dell’Hausbergkante che immette sulla diagonale che conduce alla planata finale, verso il traguardo.Il fondo è una lastra di ghiaccio e il tracciato è caratterizzato da una lunga serie di grosse gobbe con continui cambi di pendenza e direzione che costituiscono  trappole insidiose e dove si sbaglia con estrema facilità. Nonostante  ci siano dunque numerose cause  “scientifiche” e razionali  in grado di spiegare l’alta incidenza di simili episodi, sono tuttavia in molti a credere che dietro queste cadute ci sia una sorta di maledizione.

Proprio come quella che aleggia su certe case sinistre e ne contribuisce ad aumentare l’alone di mistero. Intanto, il mondo dello sci e gli appassionati di questo sport discutono vivacemente su quanto è accaduto, anche via web. I giornali e le TV parlano di gara maledetta, di pista traditrice,  o addirittura  ritengono che gli sciatori siano novelli  gladiatori spediti nell’arena a rischiare la vita  solo per ragioni di mero business, affinché il pubblico possa avere il suo spettacolo e vengano accontentati  gli sponsor e le televisioni di mezzo mondo, che sono collegate sempre in diretta.Forse proprio il tam tam che si è venuto a creare, e con una decisione rarissima, la gara è stata interrotta dopo la prova dei primi trenta migliori atleti ed il risultato convalidato con lo straordinario risultato dell’azzurro Peter Fill. Senza tirare in ballo  la maledizione della pista stregata, appare innegabile che dopo le cadute drammatiche e gravide di conseguenze, sia necessario  prendere dei seri provvedimenti. Questa gara  è evidentemente  incapace di garantire le condizioni minime di sicurezza.

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