Un’ora di sci gratuita per i profughi scatena una pioggia di polemiche nel Sud Tirolo

Pubblicato il autore: Ilaria Ceracchi Segui

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A Colle Isarco, in provincia di Bolzano, alcuni profughi, per la precisione otto, nel pomeriggio di sabato hanno partecipato a una lezione di sci gratuita offerta loro dai maestri. Un’ora di lezione gratis ai richiedenti asilo ospitati presso l’ex caserma “Gnutti” ha scatenato una serie di polemiche. L’intenzione del gruppo di maestri che hanno avuto questa idea, che sa senz’altro di solidarietà, non era quella di scatenare la serie di critiche che si sono susseguite immediatamente. Tant’è che uno di loro,Bruno Brandelli, ha postato una foto su Facebook specificando la natura dell’iniziativa, ovvero un’iniziativa assolutamente volontaria con materiale noleggiato gratuitamente: “Ogni anno diamo spazio ad iniziative di questo tipo a titolo gratuito. Sono molto felice di aver potuto dare un piccolo aiuto. Per me sciare è la cosa più bella del mondo e sono sempre contento quando posso condividere questa cosa con qualcuno, ancora di più se questo qualcuno normalmente non ne ha la possibilità. Un’idea semplicissima di due miei colleghi. Hanno chiesto al centro accoglienza di Prati di Vizze se tra i profughi c’era qualcuno che voleva fare una lezione sugli sci e così gli immigrati sono venuti a Ladurno. Un’iniziativa che non è costata un euro a nessuno, perché i due maestri di sci hanno dato la loro lezione gratuitamente, come il gestore del noleggio delle attrezzature non ha richiesto un soldo”.

Tuttavia, l’idea avuta dai maestri di sci ha suscitato polemiche e commenti contrari, soprattutto dagli esponenti locali della Lega Nord che non hanno gradito assolutamente l’iniziativa. Di seguito le parole del consigliere regionale di Bressanone, Massimo Bessone, esponente della Lega  che ha definito l’iniziativa come semplice pubblicità: ” E’ solo pubblicità della scuola di Colle Isarco, in una realtà, dove gli italiani sono sempre più poveri e i migranti frequentano i corsi di sci”.

Fortunatamente la questione non ha suscitato solo polemiche e critiche. Infatti, come riportato da Altoadige.it, Romina Keim, la responsabile del Centro Profughi a Prati di Vizze, presso Casa Lea, ha apprezzato molto l’idea ed ha dichiarato: “Tutto è partito dalla scuola di sci, i due maestri ci hanno chiesto se c’erano dei volontari per una lezione gratuita e in otto si sono fatti avanti. Non tutti, infatti, avevano voglia di provare, essendo la neve qualcosa di molto lontano dalla testa di chi proviene da Paesi come Gambia e Senegal. I profughi erano molto contenti, come si vede anche dalle loro espressioni nella fotografia, anche se un po’ sorpresi”. 
Anche la Caritas ha espresso solidarietà e ha risposto così alle polemiche: “Polemica assurda, la prossima volta andremo a fare una slittata”.

Ancora una volta, dunque, ci troviamo di fronte ad un caso in lo sport viene utilizzato come mezzo e simbolo per integrare popolazioni diverse e questo è sicuramente un bene. Purtroppo, dall’altro canto, ci si trova nuovamente di fronte a situazioni in cui si deve polemizzare e trovare il male anche dove non c’è, solo per il gusto di criticare e sminuire un’azione lodevole che mostra anche il bello e la generosità che contraddistingue il popolo italiano.

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