Fondo, Federico Pellegrino e tecnica classica della ciliegina sulla “coppa”

Pubblicato il autore: Mario Tommasini Segui

Federico Pellegrino ancora una volta. Altra meraviglia nella grande stagione 2016 in coppa del mondo sprint
di Sci di Fondo.

pellegrino-sci-fondoVittoria e che vittoria, Pellegrino: a tecnica classica!!! Federico si traveste da norvegese e vince sulle nevi di
Canmore, in Alberta. Con la Coppa di sprint in mano si dimostra capace di tutto e dimostrare il suo
progressivo e costante processo di crescita.
La famosa ciliegina sulla “coppa” per chiudere in bellezza la stagione di coppa del mondo 2016.

Una finale iniziata con Petter Nortugh in difficoltà e subito fuorigioco, condotta poi con prudenza
dall’azzurro prima dell’ultimo strappetto e il rettilineo finale attraversato in crescendo: secondo è il
norvegese Brandsdal, terzo il francese Manificat, sotto il podio il vincitore della Coppa assoluta, Sundby.

Storia. Un successo significativo per il 25enne campione valdostano, il quale ha rotto l’incantesimo che non
lo aveva mai visto imporsi in carriera nel passo alternato, affiancando questa gemma ai precedenti trionfi in
tecnica libera ottenuti fra Davos, Dobbiaco, Lenzerheide e Planica. Il suo bilancio finale parla di cinque
trionfi individuale (sei se consideriamo la team sprint di Planica vinta con Dietmar Noeckler) che consente
alla nostra nazione di chiudere un buco di vittorie in tecnica classica nella sprint che durava addirittura dal
27 dicembre 1999, quando Fabio Maj si impose nella svizzera Engelberg.
La giornata. Ottenuto il sesto tempo nelle qualificazioni, è riuscito a superare i turni ad eliminazione diretta in spaccata su Strandvall e Krogh, sempre cioè da secondo per evitare beffe. A Canmore s’è presa la madre di tutte le rivincite, trionfando proprio sulla neve in cui nel 2010 il portabandiera olimpico Giorgio Di Centa aveva battuto Pietro Piller Cottrer in una 15 km tl. La neve di Canmore ha portato ancora bene (ricordiamo
anche una vittoria di Valerio Checchi nel 2008) all’Italia di Sepp Chenetti, che con un monumentale Pellegrino ed un altro emergente come Francesco De Fabiani, sta ricostruendo il fondo uscito ammaccato e a zero da Sochi.
Un colpo grossissimo per il valdostano che si sta completando, continua a migliorare tecnicamente ed è
dotato di un talento, di una gestione gara, di un’intelligenza tattica fuori dal comune. Chi avrebbe
scommesso in una vittoria in alternato, a questo punto? Chicco ha saputo cogliere l’attimo, ha saputo
sfruttare l’occasione. Da vero asso.
La gazzetta dello sport riporta le prima parole dell’atleta: “Avevo materiali velocissimi, è stata una grande
gara e volevo chiudere in bellezza la stagione. Ci sono riuscito in pieno, è una grande soddisfazione dopo il
quinto posto ai Mondiali di un anno fa a Falun”, ha detto il poliziotto valdostano, 25 anni, e una carriera in
formidabile ascesa.

La stagione. Federico chiude con 553 punti (a 476 il norvegese Petter Northug, a 414 l’altro vichingo Krog)
frutto di 5 vittorie, (Davos, Dobbiaco, Lenzerheide, Planica e Canmore), un 4°, un 7°, un 9°, un 14°, un 26° e
due volte un 21° posto (l’ultimo dei quali gli era valsa la Coppa di specialità a Quebec City venerdì).

Commento di Franco Bragagna

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