Sci, pagelle stagione femminile: Gut brava e fortunata, Shiffrin irreale, Brignone sublime

Pubblicato il autore: Valerio Mingarelli Segui

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Dopo gli uomini, è tempo di passare sotto il radar anche la stagione delle donne dello sci alpino. Anche qui, il leit motiv invernale sono stati gli infortuni. Si è partiti però l’estate scorsa, con l’annuncio dell’anno sabbatico della fuoriclasse Tina Maze che già ha tolto una big nella corsa alla sfera di cristallo. Quindi a ottobre è andata per le terre “faccia d’angelo” Anna Fenninger, tiranna degli inverni 2014 e 2015. A seguire, dopo una partenza a razzo, si è tolta di mezzo Mikaela Shiffrin, la sultana dello slalom. Dulcis in fundo, il week-end delle tribolazioni meteo di Soldeu, in Andorra, ha messo in off-side Lindsey Vonn mentre guidava la classifica di coppa del mondo. Alla fine dopo 21 anni, la boccia di cristallo è tornata in Svizzera, sulle mensole di quella predestinata che risponde al nome di Lara Gut. Fortuna? Sì, la bionda del Canton Ticino ne ha avuta e non poca. Però sostenere che l’elvetica non faccia altro che limonare con la buona sorte è ingiusto: prima che la Vonn finisse ko, la Gut è rimasta sempre appaiata alla star di Saint Paul, quando dietro quando avanti. Sul fronte azzurro, il voto che va dato all’Italia è un bell’8. Troppo? Forse: in slalom la situazione rimane da tregenda. Nelle altre tre specialità però abbiamo un arco con tante belle frecce appuntite, e la seconda piazza nella classifica generale per nazioni va premiata. Ma ecco le pagelle del circo rosa relative alla stagione 2015-2016.

Lara Gut (voto 9): chi vince ha sempre ragione, e non è colpa sua se tante sue avversarie si sono fatte fuori da sole. Pur con qualche piccolo passaggio a vuoto, è stata la più costante, va a punti regolarmente in tre specialità (quattro con la combinata), e pare persino aver ancora margine. Sulla comunicazione non sempre brillante, ma non si può avere botte piena e moglie sbronza. Brava.

Mikaela Shiffrin (voto 9): dice che se gareggiasse in slalom tra gli uomini, entrerebbe stabilmente nei 30. I numeri le danno ragione: dava distacchi chilometrici alle avversarie a novembre, e a continuato a darli poi da fine febbraio, dopo due mesi passati ai box. Se migliorerà in gigante e si approccerà alla velocità, saranno dolori per tutte. Irreale.

Federica Brignone (voto 9): che fosse il nostro talento più nitido lo sapevamo almeno da un quinquennio. Che potesse ambire alla polivalenza, invece, ci provocava numerosi dubbi. Lei li ha fugati tutti, racimolando punti in tutte le specialità. Una vittoria e quattro terzi posti in gigante e primo urrà in super-G a Soldeu: il suo 8° posto nella graduatoria generale fa capire che spazio per salire ancora c’è. Sbloccata.

Lindsey Vonn (voto 8,5): vederla sciare nelle prove veloci è sempre un piacere per le pupille. E’ la migliore all-time, poco da dire. Non è un caso però che l’infortunio sia arrivato proprio mentre era sotto pressione:  a fine febbraio non si era ancora scrollata di dosso la Gur in graduatoria. Il motivo è semplice: nelle prove veloci domina, ma per la coppa occorre far punti almeno in una terza specialità. A parte l’exploit in gigante ad Aare, lei fuori da discesa e super-G fa fatica. La sua stagione resta comunque formidabile. Indomita.

Squadra slovacca (voto 8): per una nazione senza tradizione alcuna nello sci, avere due slalomiste top come Zuzulova e Vlhova (tre successi totali) è una cosa enorme. Sorprendente.

Squadra azzurra di velocità (voto 7,5): Nadia Fanchini, è sprofondata nella classifica di gigante, ma nella velocità ha ritrovato smalto e nel fine settimana di La Thuile ha compiuto un capolavoro. Della Brignone abbiamo già detto, i podi di Merighetti e Curtoni in discesa hanno impreziosito una stagione che ci ha datto una certezza: con le due Fanchini, Curtoni, Schnarf, Marsaglia e Goggia, abbiamo un team coi controfiocchi. Che può raccogliere tanto. Garibaldine.

Viktoria Rebensburg (voto 6): non fosse rimasta in bambola totale fino a Natale, si sarebbe potuta giocare la coppa con la Gut. E’ una fuoriclasse, ma non sempre se lo ricorda. Il prossimo anno sarà cliente ostico. Chiaroscuro.

Tina Weirather (voto 5,5): alla figlia del grande Harti mancano ancora due soldi per fare una lira. E’ capace di prodigiose discese alternate a giornate di buio. Ora o mai più. Intermittente.

Elizabeth Goergl (voto 5): la vecchia leonessa austriaca voleva rimpiazzare la Fenninger nel cuore degli aquilotti, invece sta arrivando il tramonto. Schiacciata dalla crescita delle giovani Huetter e Tippler, ha chiuso in totale sordina. Definitivamente? Vedremo. In picchiata.

Squadra francese (voto 4): la casella zero alla voce vittorie grida vendetta. Tessa Worley, il talento più fulgido, pare essersi persa. La Noens in slalom ha fatto bene ma a St. Moritz si è rotta. Miradoli e Bailet nella velocità sono lontane dal podio ancora. Da ricostruire.

Squadra italiana di slalom (voto 1): semplicemente non ci siamo. E l’impressione è che non ci saremo ancora per anni. Caporetto.

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