Sci: per il team azzurro di gigante potrebbe arrivare Steve Locher

Pubblicato il autore: Valerio Mingarelli Segui

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La stagione di coppa del mondo di sci alpino appena conclusa, se da un lato ha regalato diverse soddisfazioni nel “segmento” maschile, dall’altra ha fatto suonare a più riprese una sirena d’allarme sulle nevi del circo bianco: in slalom gigante bisogna agire subito. Una pattuglia in crisi d’identità, quella azzurra che si cimenta tra le porte larghe, che quest’anno ha disseminato l’inverno di gare buttate, manche mal interpretate e soprattutto tante posizioni nel ranking mondiale. Eccezion fatta per il podio nipponico di Max Blardone, un’involuzione di gruppo inattesa e disarmante. Ora i due più grandi interpreti della specialità del dopo-Tomba (Davide limoncelli e, appunto, Massimiliano Blardone) non ci sono più, e bisogna rimboccarsi le maniche. Ripartendo dai due talenti più fulgidi del gigantismo nostrano: Roberto Nani e Luca De Aliprandini, reduci entrambi da un’annata no. Spaesato e senza verve il primo, troppo discontinuo il secondo: c’è da fare tanto lavoro, nelle gambe e nella testa. Ad affiancarli l’usato sicuro, vale a dire i due veterani Florian Eisath (miglior azzurro quest’anno in gigante) e Manfred Moelgg, e il duo composto da Riccardo Tonetti e Giovanni Borsotti, in netta ascesa ed entrambi con cospicui margini di miglioramento.

A dare un indizio sul nuovo corso della banda è arrivata stamane una “breve” della radiotelevisione elvetica RSI Sport: a guidare la squadra potrebbe arrivare l’ex campione svizzero Steve Locher (foto). Contemporaneo di Alberto Tomba (compirà 49 anni il prossimo settembre), da atleta esplode a 22 anni nell’inverno del ’90 quando riesce a imporsi nel super-G di Val d’Isère. Due anni dopo conquista il bronzo in combinata alle Olimpiadi francesi di Albertville, e dall’inverno successivo elegge proprio lo slalom gigante a suo vangelo sciistico. Due successi, nove podi complessivi e la soddisfazione del bronzo iridato ai mondiali americani di Vail nel 1999 con il quale inizia a mandare i titoli di coda alla sua carriera.

Appesi gli sci al chiodo, dal 2004 inizia la sua scalata nella struttura del team elvetico di sci alpino. Soprattutto nelle prove tecniche lavora bene con i giovani, tanto che le attuali punte della squadra svizzera Daniel Yule, Luca Aerni e Justin Murisier sono considerate tutte sue piccole creature. Esattamente un anno fa, la federazione svizzera decide di interrompere il rapporto di collaborazione con lui. Locher passa l’inverno a commentare le gare di coppa del mondo per una tv della Svizzera francese, ma resta vigile sulle varie caselle in procinto di liberarsi nelle squadre nazionali più importanti del globo.

Il resto è storia di stamane: dal Canton Ticino danno per certo l’accordo raggiunto con la Fisi: Locher dovrebbe essere uno dei tecnici azzurri per i prossimi due inverni che porteranno ai Giochi coreani del 2018 nel team di prove tecniche, con un occhio particolare per i gigantisti. Rimpiazzerà Raimund Plancker, e andrà comporre con ogni probabilità uno staff unico con il duo Costazza/Del Dio (i quali però seguiranno principalmente gli slalomisti). Ancora qualche giorno e sapremo la verità: si attende infatti soltanto l’annuncio ufficiale della federazione italiana. Un uomo di esperienza che sa come gestire la pressione potrebbe rappresentare un buon viatico per gli inverni a venire.

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