Sci alpino, scintille tra Vonn e Mancuso: il veleno scorre sui social

Pubblicato il autore: Valerio Mingarelli Segui

sci alpino
L’universo dello sci alpino lo sa da anni: l’amore tra le connazionali Lindsey Vonn e Julia Mancuso è pari a quello che lega il gatto Tom al topo Jerry. Cioè, pressoché nullo. La saga di dardi verbali, frecciatine, battute al vetriolo è lunga e spassosa, e poche ore fa ha vissuto un altro appassionante episodio. Terreno di battaglia, stavolta, i social network: Facebook, Instagram e Twitter per la precisione. Oggetto del contendere, invece, è lo snowboard. Pratica che con le due primedonne delle nevi americane non c’azzecca niente, ma che è diventata materia di dibattito avvelenato per tutti gli amanti dello sci alpino e non solo. Andiamo però con ordine. Come tutti sanno, Lindsey Vonn è impegnatissima nel tour di promozione della sua prima fatica da scrittrice “Strong is the new beautiful”. Tra foto osé, conferenze stampa glamour, festini e comparsate tv, la sultana assoluta dello sci femminile dell’ultimo decennio (e per numeri numero uno all time) non si ferma un attimo: le luci della ribalta sono tutte per lei. Aspetto, questo, che da sempre crea mal di pancia alla sua collega connazionale. Sin da quando le due, coetanee (entrambe dell’84, con la Vonn più giovani di soli sette mesi), duettavano nelle categorie giovanili sulle nevi d’oltreoceano.

Due giorni fa, la Vonn ha portato il suo sorriso a 32 denti e il suo libro nel salotto del “The Dan Patrick Show”, il talk sportivo più seguito nelle tv e nelle radio a stelle e strisce. Oltre a illustrare i contenuti del suo volume e a svelare aneddoti della sua cavalcata nello sci alpino con la solita verve da show-girl consumata, la campionissima del Minnesota ha aperto una parentesi relativa alla sicurezza sulle nevi. “Su una pista da sci gli snowbordisti sono “complicati” da decifrare, perché sono costretti a fermarsi di continuo per regolare attacchi e quant’altro. Inoltre, quando scendono hanno una visione periferica limitata. La convivenza tra sciatori e snowbordisti da ormai vent’anni è difficile, e gli incidenti ancora troppo frequenti”. In parole povere: adibire piste separate, tema sul quale si dibatte da tempo, non sarebbe poi un’ideaccia per la bionda di St.Paul. Affilati i polpastrelli, l’arci-nemica Julia Mancuso non ha perso tempo e attraverso la tastiera ha sferrato l’attacco.  “NEWS FLASH – Lindsey non rappresenta tutti gli sciatori…amo i miei amici snowboarder” – la bordata della polivalente del Nevada. Che poi si è spostata su Instagram “Condividerò ogni giorno la montagna con uno snowboarder! Tagga i tuoi amici con la tavola. Dylan Fish (il compagno surfista, ndr) spero che Lindsey ti faccia entrare in albergo…“. Stilettata velenosissima, che sui social ha scatenato una girandola di commenti. La replica della “regina” non si è fatta attendere. “News FLASH – Julia non ho mai detto che non mi piacciono gli snowboarder. Dovete tutti rilassarvi…“. In un secondo tweet poi però ha ribadito l’importanza della sicurezza e che l’idea di piste separate per tavole e sci non sarebbe poi così malvagia. Posizione, questa, che naturalmente non ha scatenato opinioni proprio carine tra i praticanti dello snowboard.

A pochi giorni dall’apertura della coppa del mondo di sci alpino, dunque, volano subito scintille tra le due rivali. Un’acredine che dai Giochi di Vancouver del 2010, dove le due star dello sci made in Usa gareggiarono di fatto alla pari, si è sempre più acuita. Julia Mancuso, ormai da almeno tre stagioni fuori dai radar dei vertici del circo rosa, ha sempre mal sopportato il divismo della compagna di squadra. Per molti, però, le cose stanno diversamente: se Julia fino ai 18 anni era accreditata quanto la Vonn, in coppa del mondo poi ha convissuto con la fortissima frustrazione di vedere la coetanea dominare con una facilità disarmante. Del resto i numeri parlano da soli: i 76 successi in coppa di super-Lindsey (con quattro coppe del mondo assolute e 16 di specialità) fanno impallidire i soli 7 urrà della Mancuso. La quale, però, batte la compagna nel computo delle medaglie complessive tra olimpiadi e mondiali: nove contro otto. Ma questi sono numeri: di certificato, nel raffronto tra le due, c’è la ruggine che lega l’una all’altra.

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