Sci alpino, tra dubbi e pressioni Svindal ammette: “Non sto bene”

Pubblicato il autore: Valerio Mingarelli Segui

sci alpino
Parliamoci chiaro: se a 34 anni ti fracassi in mille pezzi un ginocchio, le chance di tornare quello di prima a livello motorio si assottigliano. Se poi lo sci alpino è il tuo mestiere, la faccenda si complica ulteriormente: per “reggere” lo stress di discese a 130 km/h, le articolazioni non devono essere a posto, ma a postissimo. Per Aksel Lund Svindal, bionico fuoriclasse norvegese e mammifero che il pianeta sforna una volta ogni 10-15 anni, l’estate 2016 è stata una vera e propria ascesa sul calvario. A differenza di un anno fa, quando era alle prese col recupero da una rottura del tendine d’Achille, stavolta il pendio si è rivelato più irto: il crac al ginocchio dello scorso gennaio sulla Streif di Kitzbuhel si è rivelato più balordo del previsto. E a pochi giorni dal via della coppa del mondo di sci alpino. Anche nell’ultima settimana i medici che seguono il fenomenale team norvegese non l’ha toccata piano: “Ci sono molti dubbi. Il ginocchio di Aksel al primo streess violento potrebbe avere contraccolpi, in quanto non può reggere ancora certi carichi che lo sci comporta, specie nelle discipline veloci. Bisogna andarci con i piedi di piombo” – ha svelato il capo-staff Lars Engebrest. Parole che suonano più o meno così: stavolta non sarà una passeggiata, e tornare alle gare a tutti i costi è sconsigliabile.

Quindi? Bye bye Svindal? Ad oggi le cose stanno così: lo stesso atleta continua ad ammettere che spesso avverte dolore ma si è detto sempre fiducioso sul suo pieno recupero, caricato a pallettoni anche da un entourage (il due volte vincitore della coppa del mondo di sci è uno degli uomini più amati e popolari nel suo paese) che lo rivuole con gli scarponi ai piedi. Esclusa già da mesi una sua presenza a Solden (in gigante sarà dura rivederlo al cancelletto) la sua mente è già a Lake Louise, dove a fine novembre si aprirà la stagione per gli uomini-jet. In Canada l’asso scandinavo si presenterà, ma solo all’ultimo (come lui stesso ha dichiarato poche ore fa) deciderà se correre. “La voglia di gareggiare è forte, ma non sto bene. Mi prenderò il tempo che occorre”. Parole rilasciate a una tv norvegese intrise di angoscia, che non suonano proprio rosee sul suo futuro. La straziante soap opera ci accompagnerà per un altro mese almeno, ma è ora di iniziare a fare i conti con la realtà: tutti ci auguriamo di rivederlo dominare le prove veloci bastonando gli avversari a suon di demici. Ciò però potrebbe non accadere.

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